Ucraina, l’allarme dell’Aiea: “La centrale nucleare di Chernobyl ha perso ogni fonte di alimentazione elettrica esterna”
Dall’inizio dell’inverno, il più rigido dall’inizio dell’invasione, la Russia ha intensificato gli attacchi aerei contro l'Ucraina e le sue infrastrutture critiche, nel tentativo di mettere in ginocchio il Paese, ormai stremato dalla guerra, mentre il gelo attanaglia il Paese. Diverse regioni, secondo la compagnia energetica statale Ukrenergo, si sono viste interrompere la fornitura di emergenza di corrente
La centrale nucleare di Chernobyl, protagonista del più grave incidente della storia del nucleare civile nel 1986, ha perso ogni fonte di alimentazione esterna a causa delle intense operazioni militari dovute all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. L’allarme è stato lanciato questa mattina sui social dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).
“La centrale nucleare di Chernobyl (ChNPP) ha perso completamente l’alimentazione esterna e anche le linee elettriche di altre centrali nucleari sono state colpite”, ha fatto sapere l’Agenzia delle Nazioni Unite. “L’AIEA sta monitorando attivamente la situazione per valutarne l’impatto sulla sicurezza nucleare”, ha aggiunto il direttore generale, Rafael Grossi. “Diverse sottostazioni elettriche ucraine, vitali per la sicurezza nucleare, sono state colpite questa mattina da un’intensa attività militare”.
Nel sito della centrale nucleare una linea elettrica era stata interrotta due settimane fa. “L’attività militare, secondo l’AIEA, aveva “danneggiato una sottostazione elettrica essenziale per la sua alimentazione”. Tuttavia, la centrale continuava “a ricevere energia elettrica da altre linee esterne”, ora però interrotte.
”Un deterioramento della rete elettrica ucraina dovuto alla persistente attività militare ha implicazioni dirette sulla sicurezza nucleare dei suoi impianti”, aveva dichiarato la settimana scorsa il direttore Grossi. “L’AIEA continuerà, in via prioritaria, a valutare la funzionalità di queste sottostazioni critiche”.
Dall’inizio dell’anno l’Agenzia ha segnalato attività militari o allarmi antiaerei in tutti e cinque i siti nucleari in Ucraina. I team del sito di Chernobyl e della centrale nucleare di Khmelnitsky sono stati informati che oggetti volanti militari erano stati osservati entro un raggio di cinque chilometri dai siti, rispettivamente l’11 e il 15 gennaio. Alla centrale nucleare di Zaporizhzhya (ZNPP) invece i tecnici dell’AIEA continuano a segnalare un gran numero di esplosioni, alcune delle quali nelle vicinanze del sito.
La guerra continua
Dall’inizio dell’inverno, il più rigido dall’inizio dell’invasione, la Russia ha intensificato gli attacchi aerei contro l’Ucraina e le sue infrastrutture critiche, nel tentativo di mettere in ginocchio il Paese, ormai stremato dalla guerra, mentre il gelo attanaglia il Paese. Diverse regioni, secondo la compagnia energetica statale Ukrenergo, si sono viste interrompere la fornitura di emergenza di corrente.
Soltanto questa notte, Mosca ha lanciato un altro massiccio bombardamento con missili e droni su Kiev, interrompendo l’erogazione di energia elettrica, acqua e riscaldamento in gran parte della capitale ucraina e facendola sprofondare in una crisi ancora più profonda. I raid russi, ha fatto sapere oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, hanno “coinvolto un numero significativo di missili balistici e da crociera” e “più di 300 droni”. Secondo il sindaco della capitale Vitali Klitschko, l’attacco ha messo fuori uso il riscaldamento in 5.635 edifici della città. In quasi l’80% di questi, ha aggiunto, il servizio era stato appena ripristinato dopo i radi del 9 gennaio scorso. Gran parte della zona orientale della capitale, oltre il fiume Dnipro, è rimasta senza acqua né elettricità, come diverse aree del centro di Kiev.
L’attacco è arrivato poche ore dopo la conferma da parte del Cremlino che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva invitato Vladimir Putin a partecipare al “Board per la pace”, un organismo pensato per la risoluzione dei conflitti in tutto il mondo, una sorta di Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) alternativa a inviti, in cui dovrebbe essere coinvolta anche il leader dell’Ucraina. Intanto però le trattative per porre fine al conflitto restano in una fase di stallo, anche se il piano di pace in 20 punti mediato da Usa ed Europa, prevede di affidarne il monitoraggio dell’attuazione proprio a un Consiglio per la pace, presieduto da Trump.