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La ragazza con il pigiama a pois e la teoria del complotto: cosa è successo davvero nell’ospedale di Mariupol

Immagine di copertina

L’ospedale di Mariupol è diventato il simbolo dell’offensiva russa in Ucraina: mercoledì 9 marzo le forze militari di Putin hanno bombardato i reparti di pediatria provocando – secondo quanto dichiarato dal vicesindaco della città – tre morti (tra cui un bambino) e 17 feriti. Il bilancio delle vittime non è stato confermato da fonti indipendenti, ma l’attacco contro il nosocomio, nella città portuale dell’Ucraina dove da una settimana l’evacuazione dei civili è resa impossibile dall’incessante offensiva, resta teatro simbolico del conflitto in corso anche per quanto riguarda la guerra che si combatte parallelamente sui social e sui media a suon di tweet e fake news.

Quello che è successo all’ospedale pediatrico di Mariupol non è stato chiaro fin dalle prime ore, quando fonti ucraine hanno riportato l’attacco: non è stato subito possibile capire se l’ospedale fosse attivo, se le persone mostrate dalle immagini fossero pazienti o “solo civili”. Mentre invece le fonti d’informazioni russe – che a lungo non hanno riportato la notizia – dopo alcune ore hanno affermato che l’ospedale era inattivo e che non fosse altro che la sede del battaglione Azov, il reparto militare ucraino nazionalista, frangia estrema delle truppe di Kiev che secondo Mosca usa”civili come scudi umani”, tenendoli “come ostaggi”. E che per questo, pertanto, fosse stato bombardato.

Pian piano è stato poi evidente che l’ospedale era effettivamente attivo nelle ore del bombardamento e che al suo interno vi erano pazienti: a contribuire alla comprensione di quanto avvenuto gli scatti del fotogiornalista freelance Evgeniy Maloletka, pubblicati dall’Associated Press, tra cui quello che ritraeva una donna in pigiama, ferita e incinta, scendere le scale con alle spalle alcuni militari. Anche altri video apparsi sui media internazionali, ripresi dalle persone sul posto, hanno mostrato scene di donne incinte ferite all’esterno dell’ospedale dopo il bombardamento.

Ma nelle ore successive all’attacco, sui social network sono subito circolati messaggi che puntavano a far apparire quelle immagini una messa in scena priva di fondamento, perché la protagonista dello scatto di Ap era una influencer, Marianna Podgurskaya. Secondo profili social di utenti russi la donna era stata ingaggiata per recitare la parte della vittima e mostrare al mondo il “finto” bombardamento.

I canali di propaganda russi, tra cui anche il profilo Twitter dell’ambasciata di Mosca nel Regno Unito, hanno sostenuto in un messaggio (poi cancellato) che Podgurskaya stesse solo recitando e che fosse apparsa anche in un altro scatto, in cui appariva su una barella avvolta tra le coperte e ferita, ma con vestiti diversi, come in una vera messa in scena. La tesi dell’influencer ingaggiata è stata usata per sostenere che l’ospedale pediatrico di Mariupol fosse in realtà vuoto da giorni e che non ci potessero essere morti e feriti tra i civili come dichiarato dalle autorità ucraine.

Una confusione che le autorità russe hanno contributo ad aumentare anche attraverso le dichiarazioni ufficiali: una nota del Cremlino sosteneva di “non sapere cosa fosse successo” – “chiederemo ai nostri militari, ma noi non colpiamo i civili” – e il Ministro degli Esteri Serghei Lavrov stamattina ha dichiarato che “nell’ex ospedale non c’erano civili ma solo miliziani armati”. Poche ore fa inoltre l’inviato russo all’Onu, Vasily Nebenzya, ha mostrato alla riunione del Consiglio di sicurezza delle presunte foto dell’ospedale pediatrico. “Non è stato distrutto, vedete?“, ha detto sventolando le immagini e chiedendo agli altri rappresentanti. Poi ha mostrato una foto della donna incinta ferita insistendo che si tratta di una “foto falsa” costruita ad arte da una fashion blogger. “Questa è sporca propaganda di cui siamo stufi”.

Cosa è successo davvero? Marianna Podgurskaya è effettivamente una influencer ed è lei la protagonista dello scatto in cui scende le scale del reparto di maternità, ma non è lei la donna sulla barella. Mettendo le due foto a confronto, infatti, è evidente che si tratti di due persone diverse. L’influencer inoltre non si trovava lì per “recitare”, perché Podgusrkaya era veramente incinta, come mostrano anche le immagini pubblicate dalla donna su Instagram prima che i colpi di mortaio di Putin si abbattessero sulla città. Si trovava in ospedale perché stava per partorire: il fotografo l’ha ritratta mentre abbandonava il reparto di maternità dopo il bombardamento. Le sue erano ferite vere.

Ma a dimostrare che l’ospedale era attivo anche i messaggi pubblicati sui social dalla stessa struttura sanitaria nei giorni prima dell’attacco, con i quali chiedeva risorse per rimanere operativo e dare assistenza ai tanti feriti a causa degli incessanti attacchi aerei su Mariupol. Inoltre la situazione è stata documentata accuratamente dallo stesso Evgeniy Maloletka, che oltre a fotografare i civili e i pazienti feriti ha riportato anche le immagini della struttura danneggiata e del cratere che si è formato all’esterno dell’ospedale dopo il bombardamento.

Intanto, Podgurskaya avrebbe partorito proprio nella giornata di oggi. La giornalista Olga Tokariuk ha segnalato su Twitter di avere avuto notizie da un parente della influencer, che era riuscito a sentirla brevemente al telefono. Avrebbe partorito alle 22 (ora locale) di giovedì 10 marzo. Lei e la bambina stanno bene, compatibilmente con la situazione a Mariupol dove i bombardamenti proseguono senza tregua.

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