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Il direttore dell’Agenzia Onu per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi: “Non avevamo alcuna prova di uno sforzo sistematico (da parte dell’Iran) per ottenere un’arma nucleare”

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In un'intervista esclusiva concessa alla giornalista della Cnn Christiane Amanpour il diplomatico argentino cita i risultati delle ispezioni dell'Onu nella Repubblica islamica: "Ha o aveva a disposizione (…) abbastanza materiale per sviluppare un'arma nucleare, nel caso avessero deciso (di farlo, ndr). Ma serve ben più di questo".

Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi ha dichiarato, in un’intervista esclusiva alla giornalista della Cnn Christiane Amanpour, di non avere prove che l’Iran fosse vicino a sviluppare un ordigno nucleare, che è il motivo ufficiale per cui Israele ha cominciato a bombardare Teheran.

“C’è questa gara tra chi ha ragione e chi ha torto riguardo al tempo necessario (per arrivare a una bomba atomica, ndr). Certamente non è domani, forse non è questione di anni. Ma queste sono congetture. Perché? Perché non lo sappiamo. Perché se ci sono state attività clandestine, o tenute nascoste agli ispettori, non lo possiamo sapere. Quello che abbiamo detto e riferito è che non avevamo alcuna prova di uno sforzo sistematico (da parte dell’Iran, ndr) per arrivare a un’arma nucleare”, ha dichiarato Grossi nell’intervista andata in onda il 17 giugno scorso.

Così, pur ammettendo di non poter escludere attività clandestine da parte di Teheran che potrebbero essere sfuggite ai controlli dell’Aiea, il diplomatico argentino si è rifatto ai risultati delle ispezioni condotte dall’Onu in Iran. La Repubblica islamica, ha precisato Grossi, “ha o aveva a disposizione (…) abbastanza materiale per sviluppare un’arma nucleare, nel caso avessero deciso (di farlo, ndr)”.

“Hanno più di 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, appena un passo dal 90% necessario a un ordigno atomico”, ha spiegato il direttore dell’Aiea. “Ma per ottenere un’arma nucleare serve ben più di questo materiale. Bisogna metallizzare l’uranio, servono i detonatori e una serie di componenti interni alla testata per farla esplodere. Per non parlare del fatto che si può o non si può volerla testare. (…) Non è stato certamente di grande aiuto il fatto che alcuni alti funzionari iraniani affermassero di avere tutti i pezzi del puzzle necessari per un’arma nucleare”.

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