Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:40
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Mercenari, riconoscimento facciale e recinzioni hi-tech: il piano di un’azienda Usa per privatizzare la distribuzione degli aiuti a Gaza

Immagine di copertina
Credit: AGF

L'iniziativa è stata proposta al governo Netanyahu e avrebbe già ricevuto l'appoggio della Casa bianca

“Bolle umanitarie” circondate da recinzioni di sicurezza, a cui possono accedere con il riconoscimento biometrico solo i residenti palestinesi, gestite da una società privata fondata da ex funzionari dell’intelligence Usa e israeliana. È il piano che, secondo le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, è stato proposto al governo Netanyahu per distribuire gli aiuti nella Striscia di Gaza.

L’azienda coinvolta è la statunitense GDC, attiva in un centinaio di Paesi e che ha già operato anche nei teatri di guerra in Afghanistan, Iraq e Ucraina, dove impiega oltre 14 mila persone, tra cui ex combattenti delle forze speciali degli Stati Uniti e britanniche, nonché veterani delle milizie curde.

La società, come denunciato per primo dal giornalista israeliano Shlomi Eldar, è diretta dall’imprenditore israeliano-statunitense Moti Kahana, che ha già collaborato con l’intelligence di Tel Aviv subito dopo lo scoppio della guerra in Siria, contribuendo a rifornire le milizie ribelli che combattono contro il regime di Bashar al-Assad.

La GDC, secondo Yedioth Ahronoth,, avrebbe proposto a Israele di creare delle “bolle umanitarie” a Gaza per distribuire gli aiuti alla popolazione in sicurezza. Il piano riservato, secondo il quotidiano israeliano, prevede che l’Idf
“ripulisca” queste aree dai gruppi terroristici e che poi eriga, entro 48 ore, un “muro di separazione” con il resto della Striscia.

Questi complessi fortificati, dovranno quindi essere sorvegliati e gestiti dal personale dell’azienda statunitense. L’ingresso sarà vietato ad eccezione dei residenti del quartiere, che potranno accedervi solo tramite il riconoscimento biometrico. L’azienda impiegherà inoltre ex combattenti per proteggere i convogli di aiuti che entreranno in ciascuna di queste “bolle umanitarie” per impedire furti e saccheggi.

Il progetto, secondo le indiscrezioni raccolte dal giornalista statunitense Dan Cohen, sarebbe già stato “approvato dal consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, e prevederebbe anche lo stanziamento di 90 milioni di dollari per la ricostruzione nei quartieri coinvolti. Inoltre, l’iniziativa consentirà la nomina di uno “sceicco locale” come “capo del consiglio” di governo di ciascuna “bolla umanitaria” creata nella Striscia.

L’amministrazione Biden, secondo Dan Cohen, avrebbe persino approvato l’impiego “di 1.000 mercenari privati addestrati dalla Cia” per applicare il piano che, se approvato, potrà essere operativo nel giro di un mese, cominciando dalle aree settentrionali della Striscia, dove da 20 giorni è in corso una nuova offensiva militare israeliana, che secondo il governo locale controllato da Hamas ha provocato oltre 770 morti e più di 1.000 feriti.

Ti potrebbe interessare
Esteri / “L’Iran ha un vantaggio decisivo” nella guerra contro gli Usa: la sorprendente valutazione dell’ex direttore del MI6
Esteri / Lo scoop del Ft: "Volkswagen tratta con Israele
per produrre componenti
di Iron Dome
in Germania"
Esteri / Un’altra batosta per Donald Trump: i democratici conquistano il seggio statale della Florida a Mar-a-Lago
Ti potrebbe interessare
Esteri / “L’Iran ha un vantaggio decisivo” nella guerra contro gli Usa: la sorprendente valutazione dell’ex direttore del MI6
Esteri / Lo scoop del Ft: "Volkswagen tratta con Israele
per produrre componenti
di Iron Dome
in Germania"
Esteri / Un’altra batosta per Donald Trump: i democratici conquistano il seggio statale della Florida a Mar-a-Lago
Esteri / Mohammad Bagher Ghalibaf: chi è l’uomo dai mille volti che potrebbe mediare un accordo tra Usa e Iran
Esteri / L’America trumpiana impazzisce per una soldatessa che in realtà non esiste: è stata creata con l’A.I.
Esteri / La Normale di Pisa contro la censura di Trump: acquista i libri messi al bando dal presidente Usa
Esteri / Donald Trump annuncia “colloqui” tra gli Usa e l'Iran e sospende i raid. Ma Teheran smentisce tutto
Esteri / È morto a soli 43 anni Leonid Radvinsky, il fondatore di OnlyFans
Esteri / La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei proclama vittoria: “Il nemico è stato sconfitto”
Economia / La terza guerra del Golfo è anche un conflitto per il controllo del petrolio