Israele ammette: “Uccise circa 70mila persone a Gaza”
L’Idf però contesta le cifre sulle vittime civili e i decessi per fame denunciate dall’Onu: "25mila vittime erano terroristi e altri sono stati uccisi da Hamas"
Per la prima volta, le forze armate di Israele (Idf) hanno ammesso che circa 70mila persone sono rimaste uccise nella Striscia di Gaza durante la guerra con Hamas, contestando tuttavia le cifre sulle vittime civili e i decessi per fame denunciate dall’Onu.
Secondo il ministero della Salute del territorio costiero palestinese controllato da Hamas, almeno 71.667 persone sono state uccise e 171.343 sono state ferite a Gaza durante gli attacchi dell’Idf seguiti agli attentati commessi in Israele il 7 ottobre 2023, per lo più civili, donne e minori. Almeno 453, secondo la stessa fonte, sono invece deceduti per la fame e 11 minori sono morti di freddo dall’inizio dell’inverno. Israele però contesta questi numeri, affermando che tali cifre contengono “un mix di statistiche falsate o includono persone che soffrivano di gravi patologie prima della guerra”.
Fonti militari israeliane hanno confermato al quotidiano The Jerusalem Post che circa 70mila abitanti di Gaza sono stati uccisi durante la guerra. Ma “circa 25mila erano terroristi di Hamas”. L’organizzazione inoltre, secondo l’Idf, sarebbe responsabile di un imprecisato numero di vittime civili, giustiziate perché considerate oppositori politici o semplicemente perché in fuga da aree sotto il suo controllo.
Le stesse fonti hanno rivelato al quotidiano israeliano che le autorità stanno “lavorando a una valutazione più completa della ripartizione dei morti tra civili e combattenti e a una stima delle vittime di Hamas”. Tuttavia non sono state fornite cifre precise al riguardo. Inoltre, secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, i militari israeliani “forniranno informazioni importanti in via confidenziale” alla Corte internazionale di giustizia (dell’Onu, ndr) il 12 marzo” riguardo le denunce di decessi per fame nella Striscia.
Il rimpatrio del corpo senza vita del sergente maggiore Ran Gvili, l’ultimo ostaggio israeliano rimasto nella Striscia, ha permesso l’avvio della fase del piano Trump per Gaza e una “riapertura limitata” del valico di frontiera di Rafah tra la Striscia e l’Egitto. Malgrado l’accordo di cessate il fuoco con Hamas sia entrato in vigore il 10 ottobre scorso però, nel territorio costiero palestinese si continua a morire. Almeno 492 persone sono state uccise e 1.356 sono state ferite nella Striscia, secondo il ministero della Salute del governo di Gaza controllato da Hamas, dall’inizio della tregua.