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Home » Esteri

Google, il Dipartimento di Giustizia Usa avvia una causa antitrust: “Monopolio illegale”

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Il colosso di Mountain View è accusato di abuso di posizione dominante

Il Dipartimento di Giustizia Usa avvierà una causa contro Google per violazione delle norme sulla concorrenza. Il Dipartimento sostiene che il colosso di Mountain View abbia abusato della sua posizione dominante come motore di ricerca per ostacolare i concorrenti e danneggiare i consumatori. La notizia, anticipata dal Wall Street Journal e dal New York Times, è stata poi confermata da funzionari del dipartimento.

All’azione antitrust – la più grande sfida legale degli ultimi decenni per quel che riguarda la Silicon Valley – hanno aderito anche 11 stati americani. Si tratta del più grande procedimento giudiziario intentato dall’amministrazione Usa nei confronti di un gigante tecnologico negli ultimi decenni.

La causa contro il gigante dell’high tech è il risultato di un’indagine che si è protratta per più di un anno. Il Dipartimento sostiene che Google avrebbe usato miliardi di dollari guadagnati attraverso le pubblicità sulla propria piattaforma per spingere i produttori di smartphone e browser come Safari di Apple a privilegiare Google come motore di ricerca predefinito. Il risultato è che Google ha una posizione dominante nella ricerca su centinaia di milioni di dispositivi Usa

L’indagine si inserisce in un esame più ampio avviato dal Congresso sulle principali aziende tecnologiche statunitensi. I funzionari del Dipartimento di Giustizia hanno spiegato che Google possiede o controlla i canali di distribuzione della ricerca che rappresentano circa l’80 per cento delle chiavi (“query”) di ricerca negli Usa. Quindi i concorrenti di Google non possono ottenere un numero significativo di chiavi di ricerca e costruire sistema adeguato a competere, lasciando i consumatori con meno scelta e gli inserzionisti con prezzi meno competitivi.

Il Wall Street Journal riporta che Google in un primo momento non ha voluto commentare, ma ha sottolineato che il proprio vantaggio competitivo deriva dall’offerta del suo prodotto. La società ha poi definito l’azione “profondamente sbagliata“, aggiungendo: “La gente usa Google perché può scegliere di farlo, non perché è costretta o perché non trova alternative”.

Leggi anche: Elezioni americane: Facebook non si fida dei candidati

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