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La Giordania ha un problema con gli animali maltrattati

Nel sito archeologico di Petra, cammelli, asini e cavalli usati per portare in giro i turisti, vengono maltrattati e nutriti con quantità di cibo ridotte. Ora la Peta ha lanciato una campagna internazionale

Di Laura Melissari
Pubblicato il 16 Gen. 2018 alle 18:27 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 07:54
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Immagine di copertina
Il sito archeologico di Petra, considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno. Credit: Menahem Kahana/ Afp

Come succede spesso nelle città o nei siti turistici famosi, anche a Petra, in Giordania, spesso vengono impiegati animali per portare in giro i turisti sotto il sole e a temperature particolarmente alte, senza tenerli all’ombra e senza acqua.

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Che siano cavalli, asini o cammelli, si tratta di un’abitudine diffusa, che mette a rischio gli animali.

Il gruppo per i diritti degli animali Peta ha lanciato una campagna internazionale per cercare di porre fine ai maltrattamenti degli animali che si verificano nel noto sito turistico e archeologico giordano.

Diversi gruppi stanno cercando di lavorare con i proprietari di questi animali nel tentativo di migliorarne le condizioni.

Alcuni asini ad esempio vengono impiegati per trasportare i turisti su per i 900 gradini ripidi del “monastero”, uno dei monumenti più importanti del sito archeologico.

Il sito archeologico di Petra è uno dei più unici e noti in tutto il mondo. Il suo più celebre edificio, il Kasneh, costruito dall’antico popolo dei Nabatei tra il 100 avanti Cristo e il 200 dopo Cristo, scavato nelle rocce del luogo rappresenta per gli archeologi una delle meraviglie del mondo moderno.

Petra è una delle località turistiche più importanti della Giordania, e ci sono in tutto 1.300 animali che lavorano nell’area del sito archeologico e le cui condizioni destano alcune preoccupazioni.

Essi vengono infatti usati per portare i turisti in giro per il vasto sito, talvolta trainando anche carri e carrozze, venendo spesso scudisciati e nutriti con quantità di cibo ridotte.

Lo scorso anno alcuni video e fotografie avevano denunciato le condizioni in cui vengono tenuti questi animali, mostrando come vengano spesso tenuti legati con corde e catene.

La Peta ha chiesto al governo giordano di intervenire e di sostituire gli animali con veicoli motorizzati.

In Giordania però vi è la preoccupazione che una campagna del genere possa allontanare i turisti ed essere controproducente, danneggiando una fonte di reddito importante.

Vi è il timore che possa avere effetti negativi sulla comunità beduina che possiede gli animali, il che potrebbe avere un effetto ancora più negativo sul loro benessere.

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