“Fratture e danni al cervello”: genitori riducono in fin di vita la figlia di tre mesi

La piccola Addilyn lotta tra la vita e la morte. Le sue condizioni sono gravissime: i genitori sono finiti in manette

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 14 Feb. 2019 alle 12:26 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:33
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Immagine di copertina
La piccola Addilyn Fisher

Picchiata e malmenata a lungo, fino a romperle le ossa e a provocarle danni al cervello e ad altri organi. Questa la sorte toccata alla piccola Addilyn, che ad appena tre mese è ricoverata in coma farmacologico al Vanderbilt University Medical Center di Nashville, nel Tennessee. A ridurla in questo stato, le violenze del padre. Lui, Michael Fisher, è stato arrestato: l’accusa che pende sulla sua testa è quella di tentato omicidio.

Anche la madre, Brooklyn Tindwell, di 27 anni, è coinvolta nell’orribile vicenda. La violenza sulla piccola è stata perpetrata sotto ai suoi occhi e lei non ha mosso un dito per fermarla. I fatti risalgono al mese scorso, quando al pronto soccorso del Vanderbilt University Medical Center arriva una chiamata.

Sono i genitori di Addilyn a richiedere l’intervento di un’ambulanza: la bimba, ridotta in fin di vita, lottava tra la vita e la morte e loro dopo ore in cui giaceva in quelle condizioni precarie si sono convinti a chiamare i soccorsi.

Ma Addilyn non è l’unica vittima di questa coppia di mostri. Ai due, infatti, sono già stati tolti due bambini. Ora la piccola Assilyn, in un letto di ospedale, si aggrappa con tutte le sue forze alla vita, mentre una zia cerca di ottenerne la custodia. La comunità, intanto, si è attivata. È stata avvita una campagna di crowfunding per sostenere le spese mediche delle cure della piccola di tre mesi. Si chiama “Hope for Addilyn”, speranza per Addilyn. E la speranza è proprio quella che la piccola torni a casa e trovi l’amore che quei due genitori le hanno negato, lontana da loro.

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