Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Elezioni Regno Unito, Farage rinuncia a fare concorrenza a Johnson nei collegi chiave dei conservatori

Immagine di copertina

Elezioni Regno Unito 12 dicembre 2019: compromesso Farage-Johnson

Nigel Farage e il suo Brexit Party non presenteranno candidati nei 317 collegi chiave per i conservatori alle elezioni del prossimo 12 dicembre e si concentreranno nei territori dove tradizionalmente vince il partito laburista. Il leader del Brexit party, che ha ottenuto il 30 per cento dei consensi alle scorse elezioni europee, ha annunciato il suo aiuto potenzialmente determinante per Johnson durante un comizio a Hartpool nella giornata di oggi, 11 novembre.

Farage ha definito la sua una decisione “non facile” perché significa aiutare lo stesso Johnson che tempo fa aveva chiuso le porte alla sua proposta di rinnegare l’accordo con la Ue e promuovere una Brexit senza accordo. Nonostante questo il leader del Brexit party ha comunque deciso di ritirare la minaccia di presentare i suoi candidati in oltre 500 collegi. Farage continua ad essere scettico e critico nei confronti dell’accordo siglato tra Boris Johnson e i negoziatori Ue, ma ha scelto di non ostacolarlo in nome di un ragionamento secondo il quale è meglio favorire i Conservatori anziché rischiare di avere un parlamento ostaggio dei laburisti e – in caso estremo andare incontro a un secondo referendum che metta in discussione la stessa Brexit.

Davanti a questa eventualità, meglio dunque un compromesso al ribasso con i Tories, invece di una scelta radicale ma più rischiosa.

Farage ha giustificato la sua decisione aggrappandosi a un discorso nel quale ieri il primo ministro si è impegnato, se confermato a Downing Street dal voto, quanto meno a non prolungare la fase di transizione con l’Ue oltre la fine del 2020 e a negoziare una relazione futura con Bruxelles modello “Canada plus”: limitata sostanzialmente a un accordo di libero scambio e “senza alcun allineamento” alle regole del mercato unico europeo o all’unione doganale.

E, rimanendo in tema di “compromessi elettorali”, è di qualche giorno fa la notizia secondo la quale gli indipendentisti scozzesi dell’Snp guidati da Nicola Sturgeon, first minister del governo locale di Edimburgo, aprono al leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn. L’Snp ha dato la sua disponibilità a dare sostegno potenzialmente decisivo a un eventuale governo di minoranza a guida Labour a Londra, se Johnson non avrà dalle urne la maggioranza assoluta dei seggi e vi sarà un “hung Parliament” (un Parlamento frammentato), ma a patto che il compagno Jeremy s’impegni a concedere un nuovo referendum sulla secessione scozzese: possibilmente nel 2020.

Qui tutte le ultime notizie su Brexit
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il direttore della CIA John Ratcliffe è arrivato a sorpresa a Mosca
Esteri / Cosa prevedono le nuove sanzioni degli Usa contro l'Iran
Esteri / Ucraina: l’Italia si smarca dai Volenterosi a Kiev? No a esercitazioni congiunte e nuove armi
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il direttore della CIA John Ratcliffe è arrivato a sorpresa a Mosca
Esteri / Cosa prevedono le nuove sanzioni degli Usa contro l'Iran
Esteri / Ucraina: l’Italia si smarca dai Volenterosi a Kiev? No a esercitazioni congiunte e nuove armi
Esteri / L’accelerazione di Israele e l’allarme dell’Europa sul piano E1 in Cisgiordania: la corsa contro il tempo per “salvare” la soluzione dei due Stati
Esteri / Ucraina: altri 6 miliardi di aiuti militari Ue. I "Volenterosi" si riuniscono a Kiev. Atteso a Mosca l'inviato del Papa
Esteri / Gli Usa lanciano il “D-Day economico” contro l’Iran: cala il traffico nello Stretto di Hormuz. Ma la diplomazia si muove
Esteri / Turchia, emesso mandato di arresto per Netanyahu
Esteri / Meloni al Nyt: “Pensavo che con Trump sarebbe stato più facile”
Esteri / Trump: “Abbiamo spazzato via l’Iran, presto avremo il pieno controllo di Hormuz”
Esteri / Mezzaluna rossa: “Esercito Israele impedisce soccorso ai feriti dai coloni”