La testimonianza di una donna vittima di violenza: “Mi ha picchiata con una tavola di legno con un chiodo e mi ha spaccato la testa”

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 30 Set. 2019 alle 09:51
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Credit: Swns

La testimonianza di una donna vittima di violenza domestica

Una donna di 53 anni ha raccontato la violenza domestica subita dal suo ex compagno, di 43 anni. L’uomo, durante uno dei suoi momenti di violenza, ha preso un cavatappi e ha forato il collo della donna, poi l’ha picchiata con una tavola di legno, mentre era completamente ubriaco.

La storia drammatica arriva dal Regno Unito e risale a cinque anni fa. Lui, Luke Dowdle, ha picchiato e torturato la compagna Helen Midgley-Bryant con delle forbici, due coltelli e una tavola di legno con un chiodo.

Quando l’uomo ha deciso di lasciare andare la sua vittima, il corpo della donna era completamente ricoperto di tagli e lividi. In testa la donna aveva una ferita così profonda da lasciar vedere l’osso del cranio.

I vicini di casa hanno avvertito le urla disperate della donna, mentre lui la torturava. Hanno allertato immediatamente la polizia, che, però, quando è arrivata ha trovato la donna in una situazione drammatica.

Dowdle è stato arrestato in quel momento con l’accusa di tentato omicidio ed è stato condannato a otto anni di carcere. Dopo cinque anni, però, lei, Helen, che ancora sta scontando le conseguenze di quella violenza efferata, ha saputo che il suo ex fidanzato potrebbe essere rilasciato il prossimo dicembre.

“Non ha fatto male solo a me, ma anche alle altre donne con cui è stato”, ha riferito Helen. “È pronto per la libertà condizionale dopo aver scontato meno della metà della sua pena. Questa è una minaccia per le donne”, ha continuato la vittima.

“Sarei potuta morire. Quei venti minuti hanno cambiato per sempre la mia vita”, ha spiegato disperata la donna. “Non riesco ad aprire correttamente la mascella, quasi non riesco a parlare. Non solo ho ancora le cicatrici, ma sono diventata paranoica. Controllo in continuazione se sono seguita, ma anche questo mi resta difficile perché non riesco a muovere il collo a sinistra”, ha spiegato ancora la donna.

“E quest’uomo presto potrà camminare a piede libero per strada e vendicarsi”, ha riferito Helen preoccupata per la sua vita. La storia con Dowdle era iniziata nel giugno del 2011 quando lui era in giro nei pressi di casa sua e lei lo invitò a vedere una partita in tv. I due iniziarono a frequentarsi e presto divennero una coppia.

Credit: Swns

“Lui è stato violento dall’inizio alla fine”, ha detto Helen. Dowdle era già stato arrestato per aver trascinato la sua ex verso il balcone aperto, minacciandola dal secondo piano del palazzo.

“Ho vissuto nella paura costante. Non potevo scappare da lui. Era solo molto coercitivo e mi controllava”, ha aggiunto la donna”, ha continuato lei. Lui in più occasioni l’ha minacciata, dicendole che sarebbe stata al sicuro da lui solo dietro le sbarre.

A scatenare la violenza dell’uomo, quel giorno di cinque anni fa, un presunto tradimento della donna. “Mi ha lanciato contro il tavolino, ma ho pensato che non facesse sul serio. Poi dopo un minuto mi sono resa conto di quanto tutto quello fosse grave. Ho combattuto contro di lui, non ricordo molto, solo che pensai di saltare fuori dalla finestra del salotto per scappare”.

“Ero al secondo piano, ma sapevo che c’era una rampa in giardino, in corrispondenza del mio salotto. Il problema è che ero completamente bloccato. Lui continuava a trascinarmi su e giù per il corridoio, sui vetri rotti. Ricordo di aver aperto gli occhi e di aver visto le impronte di sangue sul pavimento, mentre lui continuava a picchiarmi in testa”.

“Era così paranoico, che teneva sempre una tavola di legno con un chiodo vicino alla porta, nel caso entrasse qualcuno. In quell’occasione la usò per spaccarmela in testa”, ha continuato a raccontare Helen.

Quando la polizia è arrivata, la donna era riversa a terra in una pozza di sangue. Helen è stata trasportata d’urgenza in ospedale: qui i medici hanno riscontrato una ferita profonda due centimetri e mezzo sulla testa. Ma non solo: sul collo della donna c’era uno squarcio aperto e su tutto il corpo i medici hanno contato almeno 80 coltellate.

“Non pensavo che mi sarei svegliata, non pensavo che sarei sopravvissuta”, ha detto ancora la donna, che oggi teme per la sua vita, in vista dell’imminente scarcerazione del suo carnefice.

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