Donald Trump ha invitato anche Papa Leone XIV a unirsi al “Board per la pace”
"Stiamo riflettendo su cosa fare", ha commentato il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin. "Ma non possiamo pagare" la quota d'iscrizione da un miliardo di dollari
Anche Papa Leone XIV è stato invitato a unirsi al “Board per la pace”, voluto da Donald Trump, che nei piani del presidente degli Stati Uniti dovrebbe lavorare alla risoluzione dei conflitti in tutto il mondo, una sorta di Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) alternativa e a inviti.
“Trump sta chiedendo a vari Paesi di partecipare, mi pare di aver letto questa mattina sul giornale che anche l’Italia sta riflettendo se aderire o meno”, ha detto oggi segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, intervenendo a margine dell’incontro conclusivo dei festeggiamenti per i 25 anni dell’Osservatorio for independent thinking. “Anche noi abbiamo ricevuto l’invito al Board of Peace per Gaza, il Papa l’ha ricevuto e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo, credo che è una questione che esige un po’ di tempo per essere considerata e per dare una risposta”.
La Santa Sede però, ha aggiunto il porporato, non potrebbe di certo partecipare pagando la quota di iscrizione da un miliardo di dollari prevista per gli Stati interessati a un seggio permanente. “Non siamo neanche in grado di farlo, però evidentemente ci troviamo in una situazione diversa rispetto agli altri Paesi”, ha detto il cardinale Pietro Parolin. “Quindi sarà una considerazione diversa, ma io credo che la richiesta non sarà quella di partecipare economicamente”.
Interrogato dalla stampa presente fuori dall’Osservatorio, il segretario di Stato vaticano ha anche commentato le ultime dichiarazioni rese dal presidente degli Stati Uniti durante il suo discorso al Forum di Davos 2026, in Svizzera, dove Donald Trump ha affermato di amare l’Europa, ma di non gradire la direzione che sta prendendo. “Questo è un suo punto di vista: basta rispettare il diritto internazionale”, ha detto il porporato. “Credo che sia questo l’importante, al di là dei sentimenti personali, che sono legittimi, ma rispettare le regole della comunità internazionale”.