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Disastro ambientale in Russia: tonnellate di gasolio di una centrale si riversano nel fiume in Siberia

Secondo l'esperto del Wwf, Aleksei Knizhnikov, l'incidente nel fiume Ambarnaya sarebbe il secondo più grave nella storia della Russia moderna in termini di volume di sostanze tossiche

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 4 Giu. 2020 alle 15:06 Aggiornato il 4 Giu. 2020 alle 23:04
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Immagine di copertina
@siberian_times

La perdita di gasolio in una centrale in Siberia

Disastro ambientale in Russia. Lo scorso 29 maggio, nei pressi della città di Norilsk, nella regione del Krasnojarsk della Siberia settentrionale, si è verificato un drammatico incidente: una cisterna della centrale del gruppo produttore di metalli Norilsk Nickel è collassata e ha perso circa 20mila tonnellate di gasolio che si sono riversate nel fiume Ambarnaya, colorandolo di rosso. Fiume che rifornisce di acqua potabile la città di Norilsk. La fuoriuscita di combustibile diesel e di lubrificanti avrebbe contaminato un’area di circa 350 chilometri quadrati. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato lo stato d’emergenza.

Il colosso dei metalli Norilsk Nickel è stato criticato dal capo del Cremlino per aver cercato di nascondere la vicenda. Secondo le prime ricostruzioni, a provocare il collasso della cisterna sarebbe stato il cedimento dei pilastri che la sostenevano. L’intero sito è stata realizzato sul permafrost (terreno tipico delle regioni dell’estremo Nordeuropa, della Siberia e dell’America settentrionale dove il suolo è perennemente ghiacciato, ndr) che, a causa dell’aumento delle temperature, si sarebbe sciolto.

Credit: EPA/Marine Rescue Service press service

Secondo la responsabile dell’agenzia per la tutela dell’ambiente russa, Svetlana Radionova, la concentrazione di combustile inquinante nel fiume sarebbe decine di migliaia di volte superiore a quella consentito. Nella videoconferenza che Putin ha tenuto con il capo della NTEK, la sussidiaria della Norilsk Nickel, ieri, mercoledì 3 giugno, il capo del Cremlino si è infuriato per il ritardo con cui è stato lanciato l’allarme del disastro ambientale.  “Perché le agenzie governative ne sono venute a conoscenza solamente due giorni dopo?”, ha chiesto Putin. “Dobbiamo venire a sapere di situazioni di emergenza tramite i social network?”, ha aggiunto. Il ministro per le Emergenze, Evgeni Zinitchev, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta e fa sapere che un impiegato della centrale è stato già arrestato.

Secondo l’esperto del Wwf, Aleksei Knizhnikov, l’incidente nel fiume Ambarnaya sarebbe il secondo più grave nella storia della Russia moderna in termini di volume di sostanze tossiche fuoriuscite. Il più grave in assoluto avvenne nel 1994: la fuoriuscita di greggio nella regione di Komi.

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