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“Per 13 anni vi ho mentito”: giornalista iraniana si dimette dopo le notizie false sull’aereo abbattuto

Dopo l'ammissione del governo iraniano di aver colpito per sbaglio l'aereo ucraino, la giornalista Gelare Jabbari ha rassegnato le dimissioni. Come lei, anche Saba Rad e Zahra Khatami hanno rinunciato ai loro incarichi

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 15 Gen. 2020 alle 17:48
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Immagine di copertina

Le dimissioni della giornalista iraniana dopo le bufale sull’aereo abbattuto

Alcune giornaliste iraniane, tra cui alcune impiegate nel sistema delle televisioni di Stato, hanno rassegnato le dimissioni specificando di non voler e di non poter più mentire ai cittadini iraniani.

La prima a dare il via alle dimissioni è stata Gelare Jabbari che dopo 13 anni di lavoro come presentatrice della televisione di Stato iraniana ha trovato il coraggio di dimettersi.

“Perdonatemi – scrive su Instagram – per avervi mentito per 13 anni. Non tornerò mai più in televisione”, ha sottolineato Jabbari.

Come lei, anche Saba Rad e Zahra Khatami hanno rinunciato ai loro incarichi.

Il pretesto: l’ammissione delle Forze armate di Teheran di aver abbattuto, accidentalmente, l’aereo civile ucraino causando la morte di 176 persone.

Ma facciamo un passo indietro: di quali bugie parlano le giornaliste?

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Nella serata di martedì 14 gennaio è stata diffusa la notizia che a colpire l’aereo ucraino lo scorso 8 gennaio sono stati ben due missili lanciati da una base militare di Teheran: lo ha rivela un video esclusivo pubblicato dal New York Times.

Di fronti a tali evidenze, le responsabilità del governo iraniano nella terribile tragedia del Boeing 737 della Ukraine Airlines sono diventate sempre più pesanti. Come pesanti sono state le varie false informazioni che in queste settimane il governo iraniano ha diffuso.

Il governo iraniano ha dal primo momento negato l’abbattimento dell’aereo, salvo poi dover ammettere l’accaduto.

“Non l’abbiamo annunciato subito per due ragioni. La prima era evitare di mettere in pericolo la sicurezza nazionale, perché un errore umano del sistema di difesa avrebbe messo in crisi la fiducia nel sistema, che si sarebbe paralizzato. La seconda era che il quartier generale delle forze armate e le altre autorità superiori avevano detto di sospettare che l’incidente potesse essere stato causato da una guerra elettronica del nemico e che quindi occorreva tempo per indagare”, spiegava l’ammiraglio Amir Ali Hazijadeh, citato dalla Fars, agenzia vicina alle guardie della rivoluzione islamica.

Dato inizialmente per certo, il “problema al motore” è stata la prima ipotesi circolata sul disastro che ha riguardato il Boeing 737 ucraino abbattuto all’aeroporto internazionale di Teheran.

I militari iraniani già sapevano. Indiscrezioni e video hanno alimentato i sospetti fino all’ammissione.

Seguendo quanto scritto da Gelare Jabbari sui social, le bugie sulle responsabilità dell’abbattimento dell’Ukraine Airlines sarebbero solamente le ultime di una lunga serie. Un continuum che ha portato la donna a dire addio al suo lavoro.

Un’altra bugia riguarda l’uccisione di 80 militari americani negli attacchi in Iraq dopo dopo l’uccisione di Soleimani: la misura era colpa.

“Ciò che mette a rischio la nostra società in questo momento non sono soltanto i missili o gli attacchi militari, ma la mancanza di media liberi. Nascondere la verità e diffondere bugie traumatizza l’opinione pubblica. Quel che è accaduto è una catastrofe per i media in Iran”, scrivono in un comunicato i membri dell’associazione dei giornalisti di Teheran”.

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