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Home » Esteri

L’eurodeputato che attacca Berlusconi per i rapporti con Putin: “È ora che vada in pensione”

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Dal Partito popolare europeo, il gruppo dell’europarlamento del quale fa parte Forza Italia, arriva un attacco diretto a Silvio Berlusconi per l’audio fatto trapelare ieri da Lapresse nel quale l’ex premier rivendicava con i suoi deputati di aver “riallacciato i rapporti con Putin”. Riho Terras, deputato estone, ha commentato su Twitter: “È ora che il politico veterano vada in pensione, così non dice sciocchezze nella sua follia! Glorificare un criminale di guerra è un atto criminale”. In allegato, un articolo della testata Euractive dal titolo “La destra Ue smascherata dopo le ‘dolci’ lettere di Berlusconi con Putin”. Il leader di Fi aveva infatti anche parlato di un dono ricevuto dal presidente russo per il suo compleanno, accompagnato da “una lettera dolcissima”.

Critiche da Bruxelles anche da parte del gruppo Socialisti e Democratici, di cui fa parte il Pd: “Berlusconi ha ammesso la sua storia d’amore con Putin, il criminale di guerra che sta distruggendo l’Ucraina. Questo è il vero volto di Forza Italia. È questo che intendeva Manfred Weber quando ha detto che Forza Italia era il garante di un’Italia europea e pro-Nato?”. La capogruppo Iratxe García Pérez, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo se l’è presa con Forza Italia, “passata dall’essere il pilastro del centrodestra alla stampella del post-fascismo”. Il riferimento è all’appoggio nella formazione del nuovo governo a partiti considerati estremisti ed euro-scettici. Pérez ha fatto riferimento all’elezione di Ignazio La Russa e di Lorenzo Fontana alla presidenza di Senato e Camera, definendo il primo “un nostalgico del Ventennio fascista” e il secondo “euroscettico, omofobo e ben conosciuto in questa camera”.

Fiducia in Antonio Tajani espressa dal vicepresidente dei popolari Paulo Rangel: “Sappiamo che è impegnato a difendere i valori Ue e se vedrà che tali valori sono in pericolo sarà il primo a battersi per difenderli”. Il coordinatore nazionale di Forza Italia è stato in passato presidente del Parlamento europeo, e viene vista come una figura di garanzia capace di sovrastare le parole di Berlusconi, definite da Rangel come “tristi per tutti gli europei che soffrono per la tirannia di Putin”.

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