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Covid, India nel panico: “La gente corre a comprare ossigeno ma così i malati restano senza”

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Lavoratore indiano tra le bombole di ossigeno per i pazienti Covid dell'ospedale Jawaharlal Nehru Hospital di Ajmer nel Rajasthan, il 23 aprile. Credit: Shaukat Ahmed/Pacific Press via ZUMA Wire

Covid, India nel panico: “La gente corre a comprare ossigeno ma così i malati restano senza”

Per il quinto giorno consecutivo, l’India ha battuto il record mondiale di contagi giornalieri di nuovo coronavirus, più che raddoppiati in meno di due settimane. L’accelerazione improvvisa della seconda ondata ha messo in ginocchio il sistema sanitario del paese, spingendo molti cittadini a reperire autonomamente l’ossigeno che gli ospedali spesso non hanno a disposizione per i pazienti.

In una nota del ministero della Salute indiano, alcuni esperti del paese ieri hanno chiesto di fermare l’acquisto di scorte di ossigeno e di farmaci come il remdesivir che stanno generando “panico” e “carenze”.

“Covid-19 è un’infezione lieve e l’85-90% delle persone soffrirà solo di raffreddore, febbre, mal di gola e dolori muscolari”, ha detto Randeep Guleria, direttore dell’Istituto di Scienze mediche, affermando che “non c’è bisogno di ossigeno o remdesivir” e che questi comportamenti possono ridurre la disponibilità di ossigeno per i casi gravi.

Secondo quanto riporta il quotidiano Times of India, sono in alcuni casi gli stessi ospedali, sia privati che pubblici, a chiedere ai pazienti di acquistare remdesivir e anche ossigeno sul mercato nero, dove i prezzi delle bombole sono aumentati di circa 10 volte.

Domanda dagli ospedali quasi triplicata

Negli scorsi giorni diversi ospedali nella capitale Nuova Delhi, una delle città più colpite dalla nuova ondata, hanno lanciato appelli sui social chiedendo l’invio urgente di ossigeno per i pazienti di Covid-19 ricoverati. Quando arrivano, le forniture spesso durano solo alcune ore. Durante il fine settimana, 20 pazienti sono morti all’ospedale Jaipur Golden dopo l’esaurimento delle scorte di ossigeno. Altri quattro pazienti sono morti a seguito di carenze anche al Kathuria di Gurgaon e al Virat di Rewari, nei pressi della capitale.

La scorsa settimana il governo ha dichiarato all’Alta corte di Delhi che la domanda di ossigeno dagli ospedali è quasi triplicata, arrivando a 8.000 tonnellate, a fronte di una produzione nazionale di 7.500 tonnellate di ossigeno al giorno. Nella nota del ministero della Salute, Naresh Trehan, presidente del centro sanitario Medanta, ha dichiarato che le carenze sono principalmente dovute alla scarsità di cisterne criogeniche necessarie per il trasporto dell’ossigeno liquido utilizzato dalla maggior parte degli ospedali nel paese.

Il governo, che negli scorsi giorni ha deciso di deviare sugli ospedali tutto l’ossigeno destinato all’ uso industriale, ha mobilitato treni, aerei e autocisterne per trasportare le forniture dagli stati orientali del paese, in cui è concentrata la produzione, a quelli più colpiti, prevalentemente a ovest.

Diversi paesi, tra cui Regno Unito, Francia e Germania hanno annunciato l’invio di aiuti. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ieri ha dichiarato che il paese invierà materiale per la produzione di vaccini, ventilatori e altre forniture, senza citare la spedizione di vaccini già prodotti.

Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza che vieta l’ingresso in Italia a chi proviene dall’India. Negli scorsi giorni hanno imposto restrizioni anche anche Germania, Maldive, Bangladesh, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Canada Kuwait, Oman, Hong Kong, Arabia Saudita, Singapore e Indonesia.

Quinto giorno di record

Il ministero della Salute indiano oggi ha dichiarato che il numero di casi confermati nelle ultime 24 ore è arrivato a 352,991, stabilendo un nuovo record mondiale per il quinto giorno consecutivo. Dall’inizio della pandemia, i casi sono arrivati a 17,31 milioni a fronte di 195.123 morti, dopo i 2.812 decessi delle scorse ore, per una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Secondo diversi esperti, i dati sono ritenuti sottostimati rispetto alla reale dimensione del fenomeno. Fino ad aprile 2021 i contagi in India non avevano superato la soglia dei 100.000 casi giornalieri.

La rapida accelerazione delle infezione è stata attribuita all’emergere di nuove varianti e agli allentamenti delle restrizioni, che nelle scorse settimane hanno portato a tenere manifestazioni religiose e politiche per le elezioni locali, in cui si sono riunite migliaia di persone.

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