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Covid, l’appello di 80 scienziati: “L’immunità di gregge è pericolosa e non ferma il virus”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 15 Ott. 2020 alle 15:21
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Covid, l’appello di 80 scienziati: “L’immunità di gregge è pericolosa”

“L’immunità di gregge è pericolosa e non ferma il Covid”: lo affermano 80 scienziati, i quali hanno lanciato un appello sulla rivista The Lancet per ribadire che, l’idea di far contagiare di proposito la popolazione a basso rischio al fine di sviluppare un’immunità di massa e proteggere così i più vulnerabili, non è “supportata da evidenze scientifiche”. La lettera è stata firmata da diversi esperti internazionali con competenze che spaziano dalla sanità pubblica, epidemiologia, medicina, pediatria, sociologia, virologia, malattie infettive, sistemi sanitari, psicologia, psichiatria, politica sanitaria e matematica. “È fondamentale agire con decisione e urgenza” scrivono gli scienziati nella lettera. “Misure efficaci che sopprimono e controllano la trasmissione devono essere ampiamente implementate e devono essere supportate da programmi finanziari e sociali che incoraggiano le risposte della comunità e affrontano le disuguaglianze che sono state amplificate dalla pandemia”.

Gli esperti aggiungono che: “Restrizioni continue saranno probabilmente necessarie a breve termine, per ridurre la trasmissione e rivedere i sistemi di risposta pandemici inefficaci, al fine di prevenire futuri blocchi. Lo scopo di queste restrizioni  è sopprimere efficacemente le infezioni da SARS-CoV-2 a livelli bassi che consentono un rapido rilevamento di focolai localizzati e una risposta rapida attraverso sistemi di ricerca, test, tracciamento, isolamento e supporto efficienti e completi in modo che la vita possa tornare quasi alla normalità senza la necessità di restrizioni generalizzate. La protezione delle nostre economie è inestricabilmente legata al controllo di Covid-19. Dobbiamo proteggere la nostra forza lavoro ed evitare incertezze a lungo termine”.

Gli autori, pur comprendendo le difficoltà e i disagi che le misure restrittive comportano, mettono in guardia dai pericoli che la cosiddetta immunità di gregge naturale potrebbe causare. Secondo gli scienziati, infatti, qualsiasi strategia di gestione della pandemia che si basi sull’immunità dalle infezioni naturali per Covid-19 è difettosa. Non solo, la trasmissione incontrollata del virus nei giovani è comunque pericolosa per tutta la popolazione. Anche perché secondo gli esperti non è possibile limitare i focolai incontrollati a determinate sezioni della società, ed è praticamente impossibile e altamente immorale isolare ampie fasce della popolazione. Gli 80 scienziati sottolineano anche che non ci sono prove di un’immunità protettiva duratura alla SARS-CoV-2 dopo l’infezione naturale e avvertono che questa immunità calante a causa dell’infezione naturale non porrebbe fine alla pandemia di Covid-19 ma provocherebbe invece ondate ripetute di trasmissione per diversi anni.

Alla fine a pagare il conto più alto sarebbero comunque le fasce di popolazioni più vulnerabili. Gli esperti infatti ritengono che le strategie immunitarie di branco basate sulle infezioni naturali provocherebbero epidemie ricorrenti, come si è visto con molte malattie infettive prima della vaccinazione di massa. Per questo in conclusione scrivono: “L’evidenza è molto chiara, controllare la diffusione nella comunità è il modo migliore per proteggere le nostre società ed economie fino all’arrivo di vaccini e terapie sicure ed efficaci nei prossimi mesi. Non possiamo permetterci distrazioni che minano una risposta efficace. È essenziale agire con urgenza sulla base delle prove”.

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