Coronavirus, panico negli Stati Uniti: cittadini in fila per acquistare armi e munizioni

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 19 Mar. 2020 alle 09:44 Aggiornato il 19 Mar. 2020 alle 18:13
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Crediti: Ansa/Sarah Reingewirtz

Coronavirus, USA: in fila per acquistare armi e munizioni, panico tra i cittadini

Non si fa soltanto scorta di cibo e carta igienica. Negli Stati Uniti i cittadini fanno scorta di armi e munizioni. Man mano che aumentano i contagi da Coronavirus, città come New York e Los Angeles hanno seguito l’esempio italiano chiudendo tutte le attività. Anche Las Vegas spegne le luci del casinò, ma il Presidente Donald Trump ha cercato di rassicurare i cittadini garantendo che l’amministrazione ha il pieno controllo della situazione, invitando anche a non svaligiare i supermercati.

Peccato che gli americani abbiano pensato di lanciarsi anche in altri acquisti folli: tantissimi sono in fila fuori dai negozi per acquistare armi e munizioni. Il sito Ammo.com (che si occupa della vendita di munizioni) tra metà febbraio e inizio marzo ha registrato un incremento pari al 68% delle vendite. In una nota, il responsabile marketing del sito ha spiegato: “Sappiamo che alcuni eventi politici ed economici incidono su questo tipo d’acquisti. Succede quando le persone sentono che i loro diritti potrebbero essere violati, ma è la prima volta che un virus porta a questo incremento”.

Coronavirus, aumentano le vendite di armi e munizioni negli USA: le testimonianze

“C’è tanta incertezza e paranoia, ma dobbiamo proteggerci”, questa è la frase di una donna, in coda per entrare in un’armeria a Germantown, Wisconsin, come riportato da USA Today. Il numero di vendite è salito nella Carolina del Nord e in Georgia, ma anche in Florida e a New York. Una testimonianza diretta dalla grande metropoli è dell’influencer Clio Make Up, che da anni vive nella grande mela. Attualmente in attesa del secondo figlio, l’influencer ha deciso di lasciare New York perché ha paura. “L’altro ieri sera abbiamo avuto un momento in cui ci siamo sentiti un po’ persi io e Claudio, per la situazione. New York non era più una città da considerarsi sicura per noi, nelle mie condizioni soprattutto”, poi ha aggiunto: “Quando inizi a vedere che la gente va a comprare armi anziché comprare la carta igienica, o pensi al livello di povertà che c’è nella vita… Abbiamo iniziato ad aver paura più che del virus ma della reazione della gente”.

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