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“No ai cambi di sesso”: la prima mossa di Orban dopo i pieni poteri mette fuori legge la comunità transgender

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 4 Apr. 2020 alle 10:38 Aggiornato il 4 Apr. 2020 alle 11:15
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Orban vieta i cambi di sesso nel Paese

Il premier ungherese Viktor Orban ha vietato i cambi di sesso nel Paese, con un decreto passato subito dopo l’adozione della legge d’emergenza che li conferisce pieni poteri. All’indomani del golpe istituzionale con cui il capo dell’esecutivo, per governare l’emergenza Coronavirus, si è fatto assegnare dal parlamento di Budapest il diritto di sospendere l’assemblea e le elezioni, limitare la libertà d’espressione e governare per decreto a tempo indeterminato, Orban prende di mira la comunità transgender.

Da adesso le autorità non potranno più registrare sui documenti d’identità il nuovo gender di qualsiasi persona che abbia cambiato sesso in Ungheria: chi ha cambiato sesso e vuole un matrimonio o convivenza con una persona di sesso diverso non sarà più per lo Stato parte di un’unione etero, ma sarà schedato ed escluso da ogni beneficio per le famiglie.

Orban aveva iniziato a colpire la comunità Lgbt del Paese prima dell’adozione della legge d’emergenza, proibendo studi accademici e universitari sul tema gender o i dibattiti sulle unioni diverse dal matrimonio eterosessuale. Ma adesso ha deciso di sferrare un nuovo attacco alle minoranze transgender, che gli attivisti definiscono “deliberato”. Per i copresidenti del gruppo misto omosessuali lesbiche e transgender all’Europarlamento, la mossa del premier ungherese “mira non solo a costringere la comunità al silenzio ma anche a cancellarla e a negare la sua esistenza”.

Intanto, a chi da Bruxelles fa notare a Orban che il golpe istituzionale metterà in discussione la permanenza all’interno dell’Unione Europea, il premier fa sapere che “non ha tempo da perdere”. “Tutto il mio tempo è dedicato a cercare di salvare le vite dei cittadini ungheresi”, ha detto il capo dell’esecutivo al segretario generale del Partito Popolare Europeo, dopo che tredici delegazioni nazionali avevano chiesto l’espulsione del suo partito, Fidesz. “Sono pronto a discutere qualsiasi questione quando questa pandemia sarà finita. Fino ad allora, tutto il mio tempo sarà esclusivamente dedicato a cercare di salvare le vite dei cittadini ungheresi e a preparare misure per la ripresa sociale e economica del paese”, ha spiegato Orban.

Ma la legge appena passata, preparata dal vice primo ministro Zsolt Semjen, poco ha a che fare con la gestione dell’emergenza economica e sanitaria legata al Covid-19. “Cambiare il proprio sesso biologico è impossibile, i caratteri sessuali primari e le caratteristiche cromosomiche sono immutabili e non possono essere modificate da nessun ufficio di registro dello Stato civile magiaro”, si legge nel testo della nuova legge. Per Dunja Mijátovic, commissaria Ue per i diritti umani, il riconoscimento ufficiale di genere è un diritto umano fondamentale e “una questione di dignità”. “Le persone Lgbt e transgender hanno diritto a una vita normale senza discriminazioni basata sul diritto all’autodeterminazione” ha affermato la funzionaria europea.

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