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Tende allagate, cibo avariato e condizioni igieniche insostenibili: guardate voi stessi come si vive nei campi profughi in Grecia

Il diario di Annachiara Sarto, giovane direttrice dell'Ong Protection4kids, dai campi profughi della Grecia

Di Annachiara Sarto
Pubblicato il 19 Nov. 2020 alle 07:27
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Immagine di copertina

Nell’estate 2020 la pandemia di Covid-19 mi costringe a rinunciare a volare su Giacarta, in Indonesia, dove avrei dovuto iniziare un rapporto di collaborazione con Ecpat, Organizzazione Internazionale contro la tratta. L’Ong Protection4kids però non si ferma e sceglie una realtà più vicina e raggiungibile dove convogliare l’energia disponibile della propria Ong e volge lo sguardo le donne, gli uomini e i bambini dei campi profughi in Grecia.

Parto quindi insieme ad altri 4 volontari: Annalisa Rossato, laureata in medicina e Chirurgia, specialista in Neurologia che lavora come Medico di Medicina Generale a Castelfranco Veneto; Andrea Rossato, laureato in Medicina e Chirurgia che lavora a Treviso come Medico di Medicina Generale; Alice Francescon, Social Media Manager di Protection4kids; Beatrice Moro, laureata in Psicologia.

6 Settembre 2020 – Corinto

Partiamo il 6 settembre nonostante l’incertezza di poter prestare il nostro aiuto sanitario ma anche di raccolta di documentazione sulle condizioni di vita delle persone all’interno dei campi profughi, perché sembra che il governo greco abbia appena chiuso alle Ong l’ingresso ai campi, causa pandemia di Covid-19.

Finora erano proprio le Ong a occuparsi dell’assistenza umanitaria nei campi dei rifugiati, come le attività scolastiche e l’assistenza sanitaria, ma anche l’organizzazione delle attività ludiche e di intrattenimento per i bambini. Informazioni più precise riusciamo ad averle solo sul posto e capiamo che la maggior parte dei campi di rifugiati in Grecia attualmente sono in quarantena. Il che significa che in teoria nessuno può entrare e uscire dal campo. Questo vuol dire che come i profughi non possono uscire per fare anche solo una passeggiata, i volontari socio-sanitari non possono entrare per assistere chi ne ha bisogno.

Protection4kids

Arriviamo comunque a Corinto come da iniziale programma e visitiamo subito  dall’esterno il campo profughi che a differenza della maggior parte degli altri campi presenti in Grecia, che sono isolati, si trova nel centro della cittadina.

Protection4kids

Filo spinato, scritte razziste sui muri che circondano le strutture e polizia all’ingresso: la prima impressione sconcertante condivisa subito da tutti noi è quella di passare dinnanzi a una prigione. Sentiamo la paura ancor prima della rabbia o della tristezza… Dettagli pieni di significato che rendono difficile immaginare che lì, all’interno, i bambini riescano a sorridere.

Protection4kids

Il campo di Corinto però è uno dei pochi che non risulta ancora essere in quarantena. Infatti, i rifugiati hanno la possibilità di entrare e uscire dal campo. Anche qui l’entrata alle Ong è stata ora vietata, si può prestare il proprio aiuto solo fuori dagli alti muri. Pochi rifugiati che escono seguono lezioni di apprendimento della lingua inglese e di informatica in una piccola struttura adiacente appartenente ad una Ong da poco trasferitasi lì, a cui è consentita l’organizzazione di queste attività esterne. Iniziamo subito il nostro lavoro affiancando le insegnanti, durante la settimana, nelle  lezioni di lingua inglese e la domenica, giornata di festa, il team dei nostri volontari organizza e poi realizza con successo alcuni giochi da tavolo per un gruppo di circa 25 bambini.

Due sono le cose che ho percepito lì per la prima volta nella mia vita, nella stanza con quella gigante carta geografica del mondo Equal Earth e che non potrò più dimenticare: la speciale attenzione tra i banchi di chi è lì perché vuole imparare ed è affamato di conoscenza e poi invece gli occhi spenti senza più luce di una bambina siriana. Non mi era mai capitato di vedere da vicino una bambina con gli occhi spenti, senza più un sogno, senza più magia, le era stato rubato tutto. Ho pensato a lei tutta la sera.

9 Settembre 2020 – Fiamme a Moria, Schistos

Il risveglio dopo la notte tra l’8 e il 9 settembre 2020 è un misto di rabbia  e tristezza per noi volontari poiché durante quella notte sono scoppiati diversi incendi nell’isola greca di Lesbo che hanno distrutto il campo di Moria. I numeri sono sconcertanti: oltre 11mila profughi dormiranno per strada.

Protection4kids

Quello stesso giorno ci mettiamo in auto, direzione Atene, Victoria Square, piazza nota per essere il simbolo della condizione dei rifugiati ormai da diversi anni. Volevamo capire più da vicino parlando con le persone che occupavano la piazza, pensavamo che avrebbero saputo sicuramente raccontarci come si erano svolti i fatti. Immaginavamo infatti che quegli incendi non fossero fortuiti ma una protesta per le condizioni disumane che i rifugiati vivono all’interno della maggioranza dei campi. Ma Victoria Square  è deserta. Solo poliziotti con caschi, manganelli e scudi.

Quella stessa mattina, infatti, dopo la grave notizia degli incendi di Moria, il governo per paura di altri disordini, aveva dato ordine di sgomberare immediatamente la piazza. Avviciniamo un giornalista di una TV nazionale il quale ci racconta di aver visto che circa una trentina di persone, tra cui donne e bambini, erano stati presi e condotti in un centro di detenzione, come fossero delinquenti.

Protection4kids

Procediamo il nostro percorso e arriviamo a Schistos. La scena si ripete. Filo spinato, polizia all’entrata e un camion dei vigili del fuoco pronto ad ogni evenienza fuori del campo. Ci avviciniamo e parliamo con alcuni di loro che ci raccontano le loro storie.

Protection4kids

A****, ex imprenditore iraniano, ci ha raccontato che ha pagato 6mila euro per arrivare in Grecia con sua moglie e i suoi due figli. “Il confine peggiore da attraversare è stato sicuramente l’ultimo”, quello che dalla Turchia arriva in Grecia, perché “per arrivare in Grecia è necessario prendere un gommone”. Molte persone muoiono durante questa traversata. A**** ci ha raccontato inoltre che “proprio ai confini, quando le persone che cercano di scappare sostano in attesa del nuovo mezzo da prendere, viene perpetuato il traffico di esseri umani, specialmente di donne e bambini”.

10 Settembre 2020 – Eleonas

Protection4kids

Con il peso e lo smarrimento nell’aver visto quella piazza vuota, proseguiamo il nostro viaggio dirigendoci verso il campo di Eleonas, vicino Atene, che a differenza di quello di Corinto, è in quarantena. Ed ecco ancora: muri alti che danno sulla strada principale, filo spinato e polizia all’ingresso. Accostiamo e scendiamo dall’auto, ci spostiamo dall’ingresso principale e senza farci notare  cerchiamo di capire come sia fatto all’interno il campo, guardando attraverso qualche fessura. Improvvisamente ci accorgiamo che da più parti i rifugiati, arrampicandosi uno sull’altro, escono ed entrano velocemente e incessantemente da quell’alto muro.

Protection4kis

Poi più in là, dentro una piccola strada sterrata c’è la rete che chiude il campo. Riusciamo ad avvicinarci e a guardare all’interno. La prima cosa che notiamo è l’assenza di ombra. Decine di container pre-fabbricati al sole, uno affianco all’altro.

Protection4kids

Mi avvicino ad alcuni ragazzi che stanno uscendo dal campo. “Come state?’ ‘Come sono le condizioni all’interno del campo?”. “Mia moglie è incinta di otto mesi, sta male. È da una settimana che chiede di vedere il medico o di andare in ospedale”. È quando guardo queste persone negli occhi mentre mi raccontano queste situazioni che mi si stringe forte lo stomaco. I diritti umani si chiamano così perché spettano agli esseri umani in quanto tali. E a un’ora e mezza di volo dall’Italia ci sono migliaia di esseri umani a cui vengono negati i diritti fondamentali, come il diritto alla salute.

Protection4kids

“Tu? Perché stai uscendo?” chiedo a un ragazzo che sta uscendo dal campo. “Ho fame, sto andando a trovare del cibo per me e la mia famiglia”. “Non vi danno cibo all’interno?”. “Si ci danno del cibo immangiabile. Siamo persone, abbiamo diverse culture, questo loro non lo considerano. Così come non tengono in considerazione che magari abbiamo sete o fame durante il giorno”. Ci sono ragazzi che saltano da un angolo all’altro del campo. Escono ed entrano. Rischiando di cadere e di farsi male. Eppure tutto ciò accade a 100 metri dell’ingresso principale. Nessun controllo.

Nel frattempo ricevo alcuni aggiornamenti da una fonte riservata di Protection4kids che si trova sull’isola di Lesbo. Dopo le prime notti trascorse letteralmente in mezzo alla strada i rifugiati hanno cominciato a manifestare in nome dei lori diritti. Chiedendo quelle cose che diamo per scontate ogni giorno: l’acqua, il cibo, la possibilità di essere visitati e curati. E invece niente. I rifugiati che manifestano danno fastidio. E quindi ecco che decine di aerei cominciano a sorvolare le isole, la terra ferma; ed è così che il terrore si diffonde negli sguardi dei bambini e degli adulti. C’è chi si copre il volto, chi gli orecchi. Si respira un’aria di terrore che ricorda la guerra con i suoi bombardamenti, i suoi boati e i suoi silenzi.

Gli elicotteri non sono sufficienti, e da Lesbo mi arrivano video sconcertanti. Le proteste dei rifugiati sono “contenute” sparando i fumogeni sulla folla, incluse donne e bambini. Anche qui sembra di essere in guerra: gli spari delle cartucce con i fumogeni, i pianti immediatamente successivi dei bambini, lo sguardo immobile di un padre. La quantità dei fumogeni sparati è inimmaginabile.

20 Settembre 2020 – Kara Tepe

Come è la situazione sull’isola di Lesbo dopo l’incendio a Moria? Purtroppo, i media hanno presentato la situazione degli incendi nei campi ma nessuno poi ha documentato le conseguenze che di fatto ha portato quella situazione drammatica di fuoco e fiamme. Per sette giorni i rifugiati hanno dormito per strada.

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Ora è stato creato un nuovo campo costituito da tende che portano una serie di problematiche. Il nuovo campo secondo l’Unhcr dovrebbe avere una capienza di circa 8mila persone, ma Moria ne ospitava quasi 13mila considerando anche tutte le tendopoli che erano state costruite attorno al campo principale.

Nel nuovo campo di Kara Tepe, i punti di accesso per l’acqua sono 4. Viene servito un pasto al giorno, non ci sono impianti elettrici nelle tende e ci sono più famiglie nella stessa tenda. Le condizioni igieniche sono molto precarie. Ci sono rifugiati a Lesbo da più di 3 anni.

Protection4kids
Protection4kids

In questi giorni i rifugiati stanno protestando poiché il cibo che gli viene dato è avariato e i pasti vengono consegnati loro senza prestare attenzione al fatto che molti di loro hanno culture e religioni differenti.

È evidente che le condizioni di vita dei rifugiati sono gravi e inaccettabili. Ci sono casi di minori separati dai loro genitori che sono stati spostati in altri campi, violando quel diritto fondamentale a cui tutti siamo particolarmente legati: il diritto alla famiglia.

13 Ottobre 2020 – Tende allagate

Protection4kids

Lo avevamo previsto quello che sarebbe accaduto oggi in Grecia. Ieri notte e questa mattina ha piovuto nelle isole greche e il terreno arido sul quale erano appoggiate le tende del campo di che è stato costruito al posto del campo di Moria non ha retto. Le tende si sono allagate. I rifugiati si sono svegliati con l’acqua fredda che aveva bagnato le poche coperte e i pochi vestiti che avevano.

Oggi è successo questo e nessuno ne ha parlato. Stiamo parlando della Grecia, meta a un’ora e 30 minuti di aereo dall’Italia, la stessa Grecia scelta come meta di viaggio studio per i giovani maturandi italiani. Stiamo parlando di Europa. Oggi un campo con più di 8mila persone si allaga e nessuno dice niente.

Protection4kids

Cos’è Protection4kids

Protection4kids, organizzazione non governativa specializzata nel combattere la tratta di minori e la pedo pornografia, è stata fondata in Italia. Durante il lock-down Protection4kids ha denunciato più di 128 account lesivi responsabili della condivisione e vendita di materiale intimo senza consenso. Protection4kids pensa, studia e sviluppa progetti che aiutano concretamente le vittime di tratta.

Molti sono i progetti che Protection4kids sta portando avanti per contrastare la tratta di minori e la pedo-pornografia. Da settembre 2020 Protection4kids arriva anche nei campi di rifugiati in Grecia.

Leggi anche: Il viaggio di Intersos a Lesbo, l’isola dei migranti dimenticati

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