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La Colombia trasformerà la produzione di coca in coltivazioni legali

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Il governo metterà a disposizione dei contadini fino a 12mila dollari per due anni, somma simile a quella che si ottiene dalla produzione di cocaina

L’accordo di pace firmato nel 2016 tra il governo della Colombia e i ribelli delle Farc dopo una guerra durata 52 anni ha avuto anche un risvolto sociale: tra i termini dell’intesa c’è il sostegno da dare alle famiglie del paese per passare dalla produzione di cocaina a coltivazioni legali. La Colombia, con 96.000 ettari di piantagioni, è il primo produttore mondiale di foglie di coca.

Da parte delle Farc c’è l’impegno a lavorare con i contadini di comunità isolate che sono state sotto il loro controllo per molti anni stimolandole a piantare caffè, banane o cacao invece della droga. Ci vorrà del tempo perché questa iniziativa venga adottata in maniera diffusa.

L’iniziativa, paradossalmente, ha creato anche un meccanismo di aumento della produzione della sostanza, dato che i contadini hanno cominciato a mettere nei loro campi quante più piante possibili allo scopo di ricavare di più.

Questo ha portato a una saturazione del mercato che ha fatto crollare i prezzi. Molte foglie di coca sono rimaste a marcire nei campi. Secondo Luis Carlos Villegas, ministro della Difesa della Colombia, in seguito all’accordo di pace con le Farc la lotta alla droga si è fatta più complicata. Gli incentivi ai singoli contadini non sembrano bastare per arginare i traffici. 

Il ministro ha proposto una strategia di contrasto alla droga più ampia con la concessione di incentivi a intere comunità allo scopo di farle passare a coltivazioni legali, procedendo alla distruzione dei raccolti di chi si rifiuta di aderire.

Il governo colombiano metterà a disposizione delle famiglie fino a 12mila dollari per un periodo di due anni, somma più o meno equivalente a quella che si ottiene dalla produzione di cocaina. I funzionari della Colombia, intanto, lavorano per sequestrare ingenti quantitativi di foglie di cocaina. Nei primi quattro mesi del 2017 le autorità hanno sequestrato 115 tonnellate di droga.

La droga è stata un elemento fondamentale del finanziamento della lotta delle Farc che i combattenti hanno, però, progressivamente abbandonato dopo la tregua militare. 

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