Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 16:03
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Lo spot della Coca Cola contro il boicottaggio a Israele che si è rivelato un boomerang | VIDEO

Immagine di copertina

Lo spot della Coca Cola contro il boicottaggio a Israele

Coca Cola, così come altre aziende, ha riscontrato un calo nelle vendite in vari paesi, soprattutto quelli a maggioranza musulmana, dove questi marchi sono percepiti come legati a Israele.

Per cambiare la percezione del prodotto, in particolar modo nel Bangladesh, l’azienda ha deciso di realizzare uno spot tv ingaggiando un attore molto popolare, Sharaf Ahmed Jibon.

Lo spot, come detto, doveva servire a “ripulire” l’immagine del prodotto, 
ma ha ottenuto il risultato esattamente opposto. Nella pubblicità, infatti, il protagonista tenta di rassicurare i suoi clienti che non vogliono più consumare la Coca Cola perché è un prodotto degli Stati Uniti, il cui governo sostiene quello del primo ministro israeliano Netanyahu.

«Ascoltate, ragazzi, la Coca-Cola non è di “quel posto”» afferma l’attore nello spot facendo riferimento a Israele. «Anche la Palestina ha una fabbrica di Coca» aggiunge Sharaf Ahmed Jibon.

La fabbrica a cui si fa riferimento nello spot, però, si trova sì in Cisgiordania, ma all’interno di Atarot, uno degli insediamenti israeliani considerati illegali dalla comunità internazionale. Il tentativo di prendere le distanze da Israele da parte dell’azienda ha finito per evidenziare una condizione che la maggior parte dei consumatori di religione islamica ritiene inaccettabile.

Lo spot ha suscitato talmente tante polemiche che la Coca Cola è stata costretta a ritirarlo scusandosi per l’errore. «Riconosciamo che il video mancava il punto, e ci scusiamo. Il video è stato rimosso da tutte le piattaforme» ha dichiarato al “Washington Post” Scott Leith, vicepresidente per la comunicazione strategica globale del gruppo.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Esteri / Il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran: ecco i 14 punti dell’accordo pubblicati dalla Cnn
Esteri / Il Regno Unito vieta i social ai minori di 16 anni
Esteri / “Vivono in uno stato di paura costante”: l’Unhcr racconta a TPI il dramma degli sfollati in Libano
Esteri / Stati Uniti e Iran annunciano un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica