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Cina, vietati i corsi per diventare “mogli obbedienti”. Ma solo in una provincia

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Credit: Afp

“Non divorziare” e “non reagire quando vieni colpita”. In Cina erano questi gli insegnamenti impartiti nelle “classi della virtù femminile”, corsi di studi, in particolare in istituti di formazione privati, che promuovono idee contrarie al divorzio e alla ribellione alla violenza domestica. La provincia orientale del Jiangsu ha deciso di bandirli, ascoltando le critiche dell’opinione pubblica, perché li ha considerati discriminatori nei confronti delle donne oltre che promotori di un’immagine negativa per la cultura tradizionale cinese.

I corsi, che hanno iniziato ad attirare l’attenzione dei media nel 2014, si rifanno ad antichi classici della cultura cinese: promuovono l’immagine di una donna sottomessa al marito con il pretesto di essere parte del retaggio di alcune culture tradizionali del paese.

Secondo la nota diffusa dal dipartimento di istruzione del Jiangsu, e ripresa dall’agenzia stampa statale Xinhua, sono state bandite anche le lezioni in cui si insegna la divinazione, il feng shui e la predizione del futuro.

Stando all’ultimo rapporto annuale del World Economic Forum, nel 2018 il Dragone è arretrato ancora sul raggiungimento dell’uguaglianza di genere: lo scorso anno, la Cina si è posizionata al 103esimo posto su 149 mentre nel 2017 era arrivata 100esimo su 144. Il  2018 è stato il quinto anno consecutivo in cui il paese di Xi Jinping ha riportato un peggioramento.

Secondo quanto riportato da China Files, il maggiore divario rispetto alla media globale si registra nel mondo della politica, dove emerge la carenza di donne in parlamento e nelle posizioni ministeriali. Le donne sono poche nel Partito Comunista Cinese e lo sono ancora meno in istituzioni più importanti come il Politburo. Alcuni miglioramenti, invece, sono stati registrati nelle professioni tecniche e nel terziario.

Nel paese della Muraglia, lo squilibrio di genere alla nascita è uno dei peggiori al mondo e l’involuzione cinese può in parte essere attribuita alla tradizione confuciana-patriarcale, un ostacolo per l’emancipazione femminile in varie parti del paese.

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