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Il caso Bibbiano “arriva” a Taiwan

Un'inchiesta di Wired racconta la singolare diffusione in Asia di una vicenda tutta italiana

Di Donato De Sena
Pubblicato il 25 Nov. 2019 alle 16:03 Aggiornato il 25 Nov. 2019 alle 20:18
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Immagine di copertina

Della vicenda Bibbiano, lo scandalo sugli affidamenti illeciti di bambini scoppiato in provincia di Reggio Emilia la scorsa estate, si parla addirittura a Taiwan. È quanto spiega una dettagliata inchiesta di Wired (firmata da Simone Fontana) che analizza anche le cause e le dinamiche che hanno portato alla singolare diffusione della notizia lontano dai confini nazionali.

Il caso Bibbiano a Taiwan

Il caso Bibbiano è circolato a Taiwan a partire da un articolo pubblicato da una content farm taiwanese molto attiva nella produzione di contenuti online e nota soprattutto come emittente tv. Il pezzo, che contiene anche informazioni inesatte, parla di “scandalo sessuale infantile” scoperto da un partito italiano ed anche di “sedute di psicoterapia e utilizzo di elettroshock”, una circostanza quest’ultima poi smentita dalle indagini.

L’autore dell’articolo diffuso a Taiwan ha citato più volte come fonte l’Ansa, ma molti dettagli riportati non sono affatto presenti nei notiziari dell’agenzia di stampa. Sono poi presenti link a pagine Facebook italiane. Il testo ha ottenuto quasi 5mila interazioni sui social, che lo hanno esposto a una platea potenziale di milioni di lettori. Su Sohu, il principale motore di ricerca cinese, sono inoltre spuntate anche diverse versioni dello stesso articolo, ma precedenti.

Perché?

Ma qual è il motivo di questa diffusione? Wired spiega che Taiwan è diventata da tempo scenario di una guerra di disinformazione, con la propaganda di stato cinese impegnata nel tentativo di destabilizzare la giovane democrazia costituzionale taiwanese. La Cina prova a interferire manipolando l’opinione pubblica e polarizzando la società anche servendosi di fake news. Un ex operativo dell’intelligence cinese ha parlato di un piano da 200 milioni di dollari per favorire i candidati filo-Pechino attraverso la creazione di decine di siti web di disinformazione.

Nel mirino dei creatori di contenuti al servizio della Cina, i cosiddetti keyboard warriors, prosegue Wired, c’è soprattutto il Dpp, il Partito progressista democratico, formazione di maggioranza a vocazione liberale, indipendentista e anti-cinese.

Le notizie di TPI sulla Cina

E a gennaio Taiwan tornerà alle urne per rieleggere il Parlamento e un presidente. Il tema più caldo della campagna elettorale è quello dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, che il Dpp h legalizzato durante l’ultima legislatura. Taiwan è diventato con le nozze gay il paese di riferimento in Asia per i diritti degli omosessuali. Le notizie su Bibbiano, in Italia utilizzate per attaccare le famiglie arcobaleno associandole alle irregolarità negli affidamenti, potrebbero avere una funzione ‘disinformatrice’ e di polarizzazione dell’opinione pubblica su un tema sensibile anche lontano dalla penisola.

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