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Tutte le bugie (smascherate) che Trump e Clinton hanno raccontato

Clinton e Trump hanno fatto dichiarazioni false e riferito notizie o dati non corrispondenti a verità. Eccone alcune

Di Laura Melissari
Pubblicato il 10 Ott. 2016 alle 12:34 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:34
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Immagine di copertina

Il 9 ottobre si è tenuto il secondo dibattito presidenziale tra Hillary Clinton e Donald Trump. Entrambi hanno fatto dichiarazioni false e riferito notizie o dati non corrispondenti a verità, in particolar modo Trump. Ecco alcune delle dichiarazioni sottoposte a fact checking e smentite dalla Bbc, da Politico e da altri media statunitensi: 

1) Dichiarazione: “Non ho mai detto di andare a dare un’occhiata a un filmino porno”, ha detto Trump.

– Realtà: è falso perché in un tweet del 30 settembre lui ha scritto “La corrotta Hillary ha aiutato la disgustosa Alicia Machado (andate a dare un’occhiata al suo video porno) a diventare cittadina Usa in modo da poterla usare nel dibattito?” riferendosi alla modella venezuelana eletta Miss Universo e chiamata da lui Miss Piggy. 

2) Dichiarazione: “Lei (Clinton) e Obama, che vi piaccia o no, per il modo in cui si sono tirati fuori dall’Iraq, per il vuoto che hanno lasciato, hanno contribuito alla formazione dell’Isis, che prima ha cominciato ad agire in una piccola zona e ora è presente in 32 diverse nazioni. Complimenti. Ottimo lavoro”, ha detto Trump.

– Realtà: il sedicente Stato islamico non opera in 32 paesi. Un rapporto del Congressional Research Service a fine giugno ha infatti concluso che, oltre a Iraq e Siria, il gruppo ora ha “filiali in molti altri paesi”: in Egitto, Arabia Saudita, Libia, Nigeria, Afghanistan e Yemen, e ha attirato una rete di sostenitori a livello mondiale che hanno giurato fedeltà al califfo Abu Bakr al Baghdadi. I paesi sarebbero dunque solo otto.

3) Dichiarazione: Donald Trump attacca Hillary Clinton sostenendo che lei ha difeso volontariamente uno stupratore e che ha riso della vittima. 

– Realtà: non è vero che ha deciso volontariamente di difendere l’uomo, come ha scritto lei stessa nella sua biografia del 2003. È inoltre una forzatura dire che Clinton stesse ridendo della vittima. Trump si riferisce a un caso della metà degli anni Ottanta, quando Clinton lavorava come avvocato in difesa di un operaio accusato di aver violentato una ragazza di 12 anni. In registrazioni audio inedite di un colloquio con un giornalista dell’Arkansas, si sente ridere quattro volte la candidata durante la discussione, ma non direttamente della vittima.

4) Dichiarazione: “Le tasse degli Stati Uniti sono le più alte del mondo”, ha detto Trump.

– Realtà: l’aliquota d’imposta sulle società degli Stati Uniti è una delle più alte del mondo sviluppato, ma rispetto ad altre nazioni, gli americani non pagano così tanto in termini di tasse relative alla dimensione totale dell’economia. Secondo l’Ocse, il gettito fiscale degli Stati Uniti come percentuale del Pil nel 2014 è stato del 26 per cento, uno dei più bassi tra i paesi sviluppati. La media tra i paesi Ocse era del 34,4 per cento. In Danimarca per esempio le tasse rappresentano il 50,9 per cento del Pil. 

5) Dichiarazione: Donald Trump afferma che Hillary Clinton ha “lavato con l’acido” 33mila email personali per eliminarle, definendolo un “processo costoso”.

– Realtà: L’Fbi ha detto che il team di Clinton ha utilizzato un programma di software gratuito chiamato BleachBit. BleachBit ha confutato l’affermazione di Trump sul suo sito dicendo che il software non è “molto costoso”, aggiungendo anzi che è completamente gratuito.

6) Dichiarazione: Donald Trump dice di godere dell’appoggio di 200 capi militari.

– Realtà: questo numero sembra esagerato. Il sito web della campagna di Trump, nel mese di settembre, aveva detto che 88 ammiragli e generali americani in pensione avevano firmato una lettera di approvazione del candidato repubblicano. 88 quindi e non 200. 

7) Dichiarazione: Donald Trump ha detto che il sistema di assistenza sanitaria universale del Canada, simile alla Affordable Care Act, conosciuta come Obamacare, porta ad attese più lunghe per le operazioni, con la conseguenza che “i canadesi si recano sempre più spesso negli Stati Uniti quando hanno bisogno di operazioni importanti”.  

– Realtà: una parte di questa affermazione è vera. Il numero dei canadesi che hanno viaggiato all’estero nel 2014 per ricevere cure mediche non di emergenza è aumentato del 25 per cento dal 2013, secondo il Fraser Institute, un’organizzazione di ricerca indipendente canadese. Questo suggerisce che il sistema sanitario non ha potuto far fronte alle esigenze di molti canadesi. Ma gli esperti medici dicono che ci sono alcune differenze fondamentali tra il sistema sanitario statunitense e quello canadese.

8) Dichiarazione: Donald Trump si rifiuta di fare marcia indietro sulla sua affermazione secondo cui non ha sostenuto la guerra in Iraq.

– Realtà: Trump non ha mai parlato pubblicamente contro la guerra prima che iniziasse. L’11 settembre 2002, il conduttore radiofonico Howard Stern chiese a Trump se sostenesse una potenziale invasione dell’Iraq. Egli rispose: “Sì, credo di sì”. Trump ha poi cercato di spiegare che il commento era stato fatto “con leggerezza”. Ha cominciato a esprimere dubbi solo dopo l’invasione.

9) Dichiarazione: Michelle Obama ha fatto degli spot contro Bill Clinton nel 2008, ha detto Trump. 

– Realtà: non è mai successo nulla del genere. 

10) Dichiarazione: Trump sostiene che la crescita economica è la più lenta dal 1929.

– Realtà: dato che l’economia è in crescita, questo dato è completamente falso. L’economia è cresciuta a un tasso annuo dell’1,4 per cento nel secondo trimestre di quest’anno e del 2,4 per cento l’anno scorso. In confronto, nel 2009, durante la crisi finanziaria, l’economia si era ridotta quasi del 3 per cento. Non si tratta dunque della crescita più lenta dal 1929.

11) Dichiarazione: “Clinton era segretario di stato quando in Siria è stata attraversata la linea rossa”, ha detto Trump.

– Realtà: Trump si riferisce al fatto che Obama nell’agosto 2012, quando Clinton era ancora segretario di stato, disse che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad sarebbe stata considerata una “linea rossa”, oltrepassata la quale era necessario intervenire in Siria. Ma lei non era in carica un anno dopo, quando emerse la prova dell’effettivo uso delle armi chimiche e Obama chiese al Congresso l’autorizzazione per intervenire in Siria. 

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