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Home » Esteri

In Belgio il global compact sull’immigrazione ha fatto cadere il governo

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In Belgio è successo quello che potrebbe succedere in Italia: il governo si è spaccato sul Global compact sull’immigrazione. Il documento, approvato a Marrakesh il 10 dicembre 2018, ha diviso la maggioranza. (Qui abbiamo spiegato in cosa consiste).

Il primo partito della coalizione, N-Va (l’Alleanza fiamminga di destra), ha ritirato i suoi ministri dal governo dopo il sostegno del premier Charles Michel al Global Compact, il patto Onu sui migranti, e al summit di Marrakech che si apre oggi. L’N-Va chiedeva “perlomeno l’astensione dal patto”.

Michel ora dovrà guidare un governo di minoranza, in vista delle legislative di maggio 2019. Questo significa che il primo ministro dovrà cercare una maggioranza in Parlamento di volta in volta. Si escludono le elezioni anticipate.

Il rimpasto di governo vede Didier Reynders (Mr liberali francofoni), già ministro degli Esteri, diventare anche responsabile per la Difesa. Il vice primo ministro Alexandre De Croo (Open Vl liberali fiamminghi sarà ministero delle Finanze. E ancora, Maggie De Block, attuale ministro della Salute, avrà anche il ministero per l’Immigrazione; Pieter De Crem ( Cd&V) sarà il nuovo ministro degli Affari interni e della sicurezza e Philippe De Backer (Open Vld) è il nuovo ministro delle Telecomunicazioni e dell’agenda digitale.

Global compact | La situazione italiana

È scontro tra Lega e Movimento 5 stelle dopo la decisione di sospendere la firma e la conseguente ratifica del patto Onu sui migranti, con tanto di assenza italiana alla Conferenza di Marrakech.

Le posizione di Lega e Movimento 5 stelle, su questo tema, sono opposte. Da un lato il Carroccio, che – ha spiegato Salvini in aula – vuole “fare come la Svizzera”. Dall’altra chi, come il deputato e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, ritiene il patto da sottoscrivere “assolutamente”.

In mezzo, le forze di opposizione di destra con Giorgia Meloni che accusa Matteo Salvini di portare avanti una sorta di “gioco delle tre carte”. Fratelli d’Italia ha infatti presentato una mozione, bocciata anche dalla Lega, per dire “semplicemente no” al Global Compact.

Ogni decisione sulla sottoscrizione del patto, è la posizione del governo, verrà presa dopo un apposito dibattito parlamentare. E qui potrebbe verificarsi il primo voto “a sinistra” dall’insediamento della maggioranza gialloverde.

Con i voti di Movimento 5 stelle, Liberi e Uguali e Partito democratico passerebbe il sì alla ratifica del Global Compact. Ed è questo che ha fatto infuriare, da destra, Giorgia Meloni.

Perché mentre Salvini e la Lega sono, ovviamente, contrari alla ratifica del patto Onu il Movimento 5 stelle ha ormai preso la direzione opposta. E una delle voci più ascoltate tra i “gialli” sul tema migranti, Giuseppe Brescia, ha lanciato un chiaro messaggio: “Il global compact va sottoscritto assolutamente”.

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