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Home » Esteri

Gli attentati in Belgio dal 2011 a oggi

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Il 22 marzo 2016 Bruxelles è stata colpita da tre esplosioni. Non è la prima volta che accade. Ecco i precedenti

La mattina del 22 marzo oltre 30 persone sono rimaste uccise in un duplice attentato a Bruxelles, composto da due esplosioni avvenute nell’aeroporto di Zaventem e un’altra presso la fermata della metropolitana di Maelbeek, nei pressi del quartiere in cui hanno sede le istituzioni dell’Unione europea.

Per quanto si tratti del più grave attentato ad aver mai colpito il Belgio, non è la prima volta che accade.

Nel 2011 il 33enne belga di origine marocchina Nordine Amrani, dopo aver ucciso una donna nel proprio appartamento, si è recato in un mercatino di Natale in una piazza di Liegi e ha aperto il fuoco contro la folla, uccidendo quattro persone e ferendone 125. Dopo aver compiuto la strage, l’uomo si è suicidato.

Secondo l’avvocato di Amrani, l’uomo non era musulmano né conosceva l’arabo. L’autore della strage, inoltre, era uscito di prigione circa un anno prima di compiere l’attacco di Liegi.

Nel 2014, Mehdi Nemmouche, un cittadino francese di origine algerina, ha aperto il fuoco con un Kalashnikov contro il Museo Ebraico di Bruxelles, uccidendo quattro persone.

L’uomo, considerato legato all’Isis e che secondo gli inquirenti avrebbe trascorso un periodo in Siria insieme al gruppo jihadista, è stato arrestato a Marsiglia, in Francia, alcuni giorni dopo l’attentato.

Nell’agosto del 2015 Ayoub El Khazzani, un 25enne marocchino, ha aperto il fuoco sul treno Thalys che da Amsterdam era diretto a Parigi. L’episodio è avvenuto in territorio francese, subito fuori dai confini del Belgio, che era appena stato attraversato dal convoglio.

L’attacco ha causato il ferimento di quattro persone, ed El Khazzani è stato fermato e disarmato da alcuni passeggeri che lo hanno consegnato alle forze dell’ordine. Secondo l’autore, l’attacco sarebbe stato una tentata rapina dettata dalla rabbia, ma la polizia francese lo ritiene collegato al terrorismo islamico.

Per quanto non si siano tenuti in Belgio, il paese ha avuto un ruolo importante negli attentati di Parigi del 13 novembre del 2013, in cui hanno perso la vita 130 persone.

Dei nove uomini, membri dell’Isis, che avrebbero preso parte all’attacco – e rimasti uccisi durante l’attacco stesso e nel successivo assedio di Saint-Denis -, due sarebbero stati cittadini belgi. Uno di questi due era Abdelamid Abaaoud, considerato la mente degli attentati.

C’erano poi due terroristi di nazionalità francese ma residenti in Belgio: uno di questi era Brahim Abdeslam, fratello di Salah Abdeslam. Quest’ultimo avrebbe anche lui preso parte agli attentati, sopravvivendo e rifugiandosi proprio in Belgio, dove è rimasto latitante per circa quattro mesi prima di essere arrestato, il 18 marzo del 2016.

In seguito agli attentati di Parigi, la polizia belga ha realizzato numerose retate volte ad arrestare presunti terroristi, spesso in relazione agli attacchi. Al centro di queste retate c’è stato soprattutto il quartiere di Molenbeek, in cui è presente una numerosa comunità musulmana e in cui hanno vissuto i fratelli Abdeslam.

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