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Alghe marine mortali invadono le spiagge di Messico, Caraibi e Stati Uniti

Immagine di copertina
Credit: Lizzeth Phylomeno/dpa

È allarme rosso per l'invasione delle alghe Sargassum, potenzialmente letali per l'uomo

Alghe marine mortali invadono le spiagge di Messico, Caraibi e Stati Uniti

È allarme rosso per le alghe marine mortali che stanno invadendo le paradisiache spiagge di Messico, Caraibi e Stati Uniti.

Le alghe Sargassum, questo il loro nome, negli ultimi anni si sono moltiplicate e hanno trasformato le spiagge in una enorme landa marrone, danneggiando anche l’ecosistema del mare.

All’inizio del 2019, gli scienziati hanno avvertito che un’enorme alga delle dimensioni della Giamaica si stava dirigendo verso il Messico e che questa potrebbe persino colpire il Belize. Il problema, infatti, peggiora di anno in anno e mette in serio pericolo i bagnanti.

Le alghe, infatti, sono potenzialmente mortali.

Questa specie, infatti, rilascia un odore, simile all’ammoniaca, che si può rivelare tossico. Chi lo respira può avere diversi sintomi: dalla mancanza di ossigeno alle vertigini sino a eruzioni cutanee.

Nei primi mesi del 2019, un agricoltore è morto a causa dei fumi delle alghe in decomposizione.

E nel 2018, secondo la Reuters, vi sono stati 11mila casi di “tossicità acuta da Sargassum” solo in Guadalupa e Martinica.

L’acido che filtra dalle alghe quando questa si posa sulla riva sta colpendo anche il mare, con serie conseguenze per l’ecosistema.

Le acque, un tempo cristalline, stanno diventando sempre più inquinate e, di conseguenza, la vita marina sta piano piano scomparendo.

Secondo il quotidiano locale Turquesa News Mexico, che ha raccolto alcune testimonianze della gente del posto, le località balneari del Messico stanno subendo ingenti danni a causa di queste alghe. “Le nostre spiagge hanno perso il colore cristallino delle loro acque e le loro sfumature di blu e verde turchese. L’erba marina e i pesci muoiono a causa della mancanza di luce e di ossigeno, mentre le tartarughe sono state colpite così come la barriera corallina”.

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