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Agguato in Congo, parla l’italiano sopravvissuto: “Pronto a raccontare tutto”

Di Redazione TPI
Pubblicato il 26 Feb. 2021 alle 19:03 Aggiornato il 26 Feb. 2021 alle 19:09
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Agguato in Congo, parla il Vicedirettore del Wfp sopravvissuto

“Sono Rocco Leone e sono il Vicedirettore dell’agenzia Onu World Food Programme nella Repubblica Democratica del Congo. Sono certo che comprenderete che questi ultimi giorni sono stati molto difficili per me, per i miei colleghi e per le nostre famiglie. L’esperienza di quello che è successo lunedì è stata sia tragica che traumatica e non trovo neanche le parole per esprimere quanto sia profondo il mio dolore per le vite perse”, il vicedirettore del World Food Programme (WfP) in Rdc parla per la prima volta dopo l’assalto al conguaglio Onu su cui viaggiava lunedì 22 febbraio insieme all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere della scorta Vittorio Iavocacci e l’autista del Wfp, Mustapha Milambo, rimasti uccisi.

“Ci uniamo al cordoglio delle famiglie, degli amici e dei colleghi di tutti coloro che hanno tristemente perso la vita. I fatti che si accompagnano all’incidente di lunedì sono stati comprensibilmente oggetto della massima attenzione e di una certa interpretazione da parte dei media. In questo momento non posso andare nei dettagli dell’incidente, ad ogni modo spetta a tutti e quattro noi sopravvissuti il compito di condividere quante più informazioni possibili sulla vicenda, e siamo tutti pronti a farlo”, afferma Leone.

“Il World Food Programme ha offerto la sua completa assistenza attraverso i canali ufficiali e sta collaborando pienamente alle tre verifiche attualmente in corso, quelle condotte dalle autorità congolesi, da quelle italiane e dalle Nazioni Unite. Io e i miei colleghi stiamo collaborando con tutte le attività di accertamento attualmente in corso. Sono sicuro di parlare a nome di tutti dicendo che spero che vengano presto accertati i fatti che si celano dietro questo tragico incidente, e che i responsabili di questo abominevole attacco possano essere consegnati alla Giustizia. È importante che le operazioni umanitarie possano continuare senza ostacoli per continuare a salvare e a cambiare le vite delle molte persone bisognose di aiuto che noi siamo qui per servire”, ha concluso il Vicedirettore.

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