“Tassateci di più”: la lettera di 400 super ricchi ai leader mondiali
L'appello è stato inviato in occasione del World Economic Forum di Davos: "Quando anche i milionari come noi riconoscono che la ricchezza estrema va a detrimento di tutti gli altri, significa che la società è sull'orlo del precipizio. Dobbiamo mobilitarci per le nostre democrazie". Tra i firmatari ci sono 5 italiani
“Tassateci. Tassate i super ricchi”. Lo scrivono quasi 400 milionari e miliardari di 24 Paesi in una lettera aperta rivolta ai leader mondiali riuniti a Davos, in Svizzera, per il World Economic Forum.
Tra i firmatari ci sono gli attori Mark Ruffalo e Brian Cox, il musicista Brian Eno e l’ereditiera Abigail Disney. Anche cinque italiani lo hanno sottoscritto: Martino Cortese, nipote del fondatore di Amplifon; l’imprenditore vinicolo Grégoire Desforges; gli ereditieri Dominique e Veronica Marzotto e Guglielmo Notarbartolo di Villarosa.
L’appello si intitola “Time To Win” (“È ora di vincere”) ed è stato coordinato da alcune associazioni e ong (Patriotic Millionaires International, Oxfam e Millionaires for Humanity).
“Quando anche i milionari, come noi, riconoscono che la ricchezza estrema va a detrimento di tutti gli altri, – si legge nella lettera – non c’è dubbio che la società stia pericolosamente vacillando sull’orlo del precipizio. Siamo stanchi di assistere a tutto ciò. Dobbiamo mobilitarci per le nostre democrazie, le nostre comunità, il nostro futuro”.
“Il divario tra i super ricchi e tutti gli altri si allarga ogni giorno, estendendosi a quartieri, nazioni e, forse soprattutto, generazioni”, osservano i milionari e miliardari. “Una manciata di oligarchi globali con ricchezze estreme ha comprato le nostre democrazie; preso il controllo dei nostri governi; imbavagliato la libertà dei nostri media; imposto una morsa su tecnologia e innovazione; aggravato la povertà e l’esclusione sociale; e accelerato il collasso del nostro pianeta. Ciò che noi, ricchi e poveri, apprezziamo di più, viene divorato da coloro che intendono accrescere il divario tra il loro immenso potere e tutti gli altri”.
“Esiste già una soluzione semplice ed efficace, sostenuta sia dai milionari che dal pubblico. Smettete di sprecare il tempo che abbiamo: tassate i super ricchi”, scrivono i firmatari dell’appello. “Milionari come noi si rifiutano di tacere. È ora di farsi notare. Tassateci e assicuratevi che i prossimi cinquant’anni siano all’altezza della promessa di progresso per tutti”.
La lettera è stata inviata ai leader riuniti al Forum di Davos, accompagnata dai risultati di un sondaggio condotto da Survation per conto di Patriotic Millonaires International, secondo cui 6 milionari su 10 dei Paesi del G20 ritengono che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump stia avendo un impatto negativo sulla stabilità economica globale e sulle condizioni di vita della gente comune. Il 77% degli intervistati, inoltre, pensa che i super ricchi esercitino un’eccessiva influenza politica, mentre il 71% è convinto che la ricchezza estrema possa essere utilizzata per condizionare in modo significativo le elezioni.
Nei giorni scorsi l’ong Oxfam ha diffuso il consueto report annuale sulle disuguaglianze economiche e sociali nel mondo, da cui emerge che i 12 miliardari più ricchi del pianeta detengono complessivamente un patrimonio superiore a quello degli oltre 4 miliardi di persone che rappresentano la metà più povera dell’umanità.
Nuovi dati appena diffusi da Oxfam mostrano inoltre quanto cospicuo sia stato il travaso di ricchezza dal settore pubblico a quello privato negli ultimi cinquant’anni. Il patrimonio aggregato dell’1% più ricco è oggi pari a tre volte la ricchezza pubblica mondiale. Nel 1975, a livello planetario, il divario tra ricchezza pubblica e privata era di circa 36mila miliardi di dollari; nel 2024 ha raggiunto i 435mila miliardi di dollari. Se questa tendenza dovesse continuare, entro il 2075 la ricchezza privata supererà quella pubblica di quasi 900mila miliardi di dollari.
“Lo scorso anno l’aumento della ricchezza dei miliardari è stato senza precedenti e oggi ai super‑ricchi viene concesso totale campo libero”, osserva Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam International. “È oltre ogni comprensione che l’1% più ricco possieda oggi una quantità di ricchezza privata tre volte superiore a quella pubblica mondiale, un divario insensato. I governi devono invertire questa tendenza suicida e dare priorità al contrasto delle disuguaglianze, inclusa una maggiore tassazione dei grandi patrimoni”.