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Home » Economia

Stellantis: più America, meno Europa. Ecco il nuovo Piano strategico

Immagine di copertina
Credit: AGF

L'ad Filosa presenta Fastlane 2030: entro il 2030 previsti 60 nuovi modelli e 60 miliardi di euro di investimenti con una spinta in particolare sul mercato nordamericano. "È lì che si intravedono le maggiori opportunità". Nel vecchio continente invece la capacità produttiva verrà ridotta di 800mila unità. In Spagna e Francia previste partnership industriali coi cinesi di Leapmotor e Dongfeng. Per l'Italia l'unica novità è la E-Car di Pomigliano

Il nuovo Piano strategico di Stellantis conferma ciò che si era già intuito negli scorsi mesi: il gruppo automobilistico è sempre più proiettato verso il mercato del Nord America, mentre in Europa le parole d’ordine del prossimo futuro saranno “razionalizzare” e “affidarsi ai cinesi”.

L’amministratore delegato Antonio Filosa ha presentato il piano oggi, giovedì 21 maggio, in occasione dell’Investor Day organizzato ad Auburn Hills, in Michigan: “Fastlane 2030” è il titolo scelto per la nuova strategia del costruttore franco-italiano (ma con sede nei Paesi Bassi per pagare meno tasse).

Da qui alla fine del decennio Stellantis investirà 60 miliardi di euro a livello globale, di cui 24 miliardi su piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie e 36 miliardi su brand e prodotti.

Di questi 36 miliardi, il 60% sarà destinato al Nord America: il mercato di Stati Uniti, Canada e Messico, sottolinea più volte Filosa, “rappresenta la più grande opportunità per la nostra crescita e la nostra profittabilità”. In quella regione l’azienda punta a una crescita del fatturato del 25% entro il 2030, forte anche del lancio di 11 nuovi modelli e di una produzione che dovrebbe salire del 35%.

In Europa le ambizioni sono ben più moderate. L’obiettivo sui ricavi è di aumentarli del 15% attraverso 25 nuovi modelli, ma la capacità produttiva delle fabbriche verrà “ridotta di oltre 800mila unità” attraverso la riconversione di alcuni impianti (come Poissy, in Francia) e facendo leva sulle partnership con i cinesi di Leapmotor e Dongfeng (principalmente in Spagna e Francia). In questo modo la saturazione degli stabilimenti dovrebbe migliorare dal 60 all’80%. Stellantis si impegna comunque a “preservare i livelli occupazionali”.

L’Italia è menzionata nel Piano solo per il lancio – già anticipato nei giorni scorsi – del nuovo progetto E-Car, che debutterà nel 2028 con una nuova auto elettrica compatta ed economica che verrà assemblata a Pomigliano d’Arco. Nessuna novità è stata annunciata per gli altri siti del nostro Paese, incluso quello di Cassino, dove la produzione nei primi tre mesi di quest’anno è crollata del 37% rispetto al già negativo primo trimestre del 2025.
[LEGGI ANCHE: Disastro Stellantis: la produzione in Italia crolla ai livelli del 1957]

A fronte dei 60 miliardi di euro di investimenti globali, Stellantis punta a ridurre i costi annuali di 6 miliardi di euro all’anno entro il 2028 rispetto al 2025: risparmi che dovranno venire per metà dal Nord America e per l’altra metà dall’Europa. In quest’ottica va letto, tra gli altri, l’obiettivo di arrivare al 2030 con il 50% della produzione incardinato su appena tre piattaforme globali (tra cui la nuova Stla One, un’architettura modulare e scalabile che dovrebbe consentire risparmi del 20%). Così come risponde alla stessa esigenza il proposito di efficientare i tempi di sviluppo del prodotto riducendoli da 44 a 24 mesi.

“Fastlane 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine”, spiega Filosa. “Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano raggiungerà il nostro scopo, quello di consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano”. Un messaggio che sembra una stilettata contro le politiche regolatorie dell’Ue, volte a privilegiare l’elettrificazione dell’automotive europeo e percepite da una parte dell’industria come troppo rigide.

Entro il 2030 saranno complessivamente 60 i nuovi modelli da lanciare sul mercato, a cui si aggiungeranno 50 nuove versioni di modelli già in produzione: l’infornata prevede 39 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid, 29 veicoli elettrici a batteria, 24 veicoli elettrici ibridi, 15 veicoli elettrici ibridi plug-in o con autonomia estesa.

L’amministratore delegato – in carica da poco meno di un anno – ha presentato anche una massiccia riorganizzazione interna, che non ha risparmiato nemmeno i manager: il leadership team è stato infatti dimezzato da trenta a quindici figure.

La nuova strategia divide i brand del gruppo in due categorie: da un lato Jeep, Ram, Peugeot e Fiat sono i “marchi globali”, dall’altro Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo sono i “marchi regionali”. Al primo gruppo andrà il 70% degli investimenti previsti sul prodotto.

Ds e Lancia saranno gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat come “marchi specializzati”, mentre per Maserati – definito brand di “puro lusso” – sono previsti due nuovi modelli, ma maggiori dettagli saranno forniti in occasione di un evento che si terrà a Modena in dicembre.

Tra i pilastri del Piano Filosa, ci sono poi le partnership con le case costruttrici cinesi. Stellantis è primo azionista di Leapmotor, con cui ha anche una joint venture: nei prossimi anni la collaborazione si intensificherà sul piano commerciale ma inizierà a marciare anche su quello industriale, con produzioni condivise negli impianti di Madrid e Saragozza, in Spagna, dove i cinesi saranno anche fornitori di componentistica.

L’altro partner cinese del gruppo è Dongfeng, con cui si prevede di dar vita a una nuova joint venture, anch’essa operativa sia sul fronte distributivo sia su quello della produzione e dell’approvvigionamento: un primo progetto sarà avviato nello stabilimento francese di Rennes. Collaborazioni degne di nota sono anche quelle con l’indiana Tata e con la britannica Jaguar Land Rover (controllata dalla stessa Tata).

Partnership di rilievo sono in programma anche sul fronte delle tecnologie digitali, come il software Stla Brain e il servizio SmartCockpit, che “definirà un nuovo modo per i clienti di interagire con i propri veicoli” e il sistema di guida autonoma Stla AutoDrive, quest’ultimo in collaborazione con la startup britannica Wayve. La prima integrazione su veicolo è prevista nel 2028. Ovviamente in Nord America.

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