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Recessione tecnica: cos’è e cosa comporta

Di Laura Melissari
Pubblicato il 30 Apr. 2019 alle 12:22 Aggiornato il 30 Apr. 2019 alle 12:25
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Immagine di copertina

L’Italia è ufficialmente uscita dalla recessione tecnica. I dati Istat del 30 aprile 2019 sul primo trimestre del 2019 mostrano un aumento dello 0,2 per cento del Pil.

Ma cos’è la recessione tecnica?

Che cos’è la recessione tecnica

Si parla di recessione tecnica quando, per due trimestri consecutivi, il Pil cala, facendo registrare un dato negativo rispetto al trimestre precedente.

La recessione è quella situazione in cui i livelli dell’attività produttiva non riescono a raggiungere quelli che avrebbero raggiunto se tutti i fattori produttivi a disposizione fossero utilizzati in maniera efficiente.

La recessione o la crescita economica hanno un impatto fondamentale sulla politica economica di un paese.

La stabilità di un paese prende in considerazione non il Pil in senso assoluto, ma il rapporto tra Pil e debito. Se un paese ha un debito alto ma ha anche un Pil elevato, non ci sono timori per l’economia pubblica. Al contrario, se il debito è alto e il Pil non cresce, i timori si affacciano.

La recessione economica è invece caratterizzata da una variazione del Prodotto interno lordo negativa rispetto all’anno precedente. Se la variazione del Pil rispetto all’anno precedente è inferiore a -1 per cento, si è in presenza di crisi economica.

Che cos’è il Pil

Il Pil è uno degli indicatori maggiormente utilizzati per quantificare la produttività di un paese e la sua capacità di produrre ricchezza. Non misura quindi la ricchezza in sé, ma è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno di un paese, da residenti e non, in un determinato periodo.

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