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Manovra 2020, Dario Stefàno a TPI: “Abbiamo salvato il Paese dalla Salvini tax”

In Senato oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione degli emendamenti del Partito democratico alla manovra economica 2020. E, visto che la maggior parte delle proposte di modifica vengono dai partiti di maggioranza, TPI ha domandato al dem Dario Stefàno quante speranze ci sono di raggiungere presto una quadra

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 19 Nov. 2019 alle 20:17 Aggiornato il 19 Nov. 2019 alle 20:21

Manovra 2020, Dario Stefàno a TPI: “Abbiamo salvato il Paese dalla Salvini tax”

“Siamo impegnati a migliorare una manovra che condividiamo nell’impostazione e nella direzione di marcia, parliamo di una manovra che inquadra misure nuove in termini di tassazione per il 5 per cento del suo ammontare totale, che non aumenta i livelli di tassazione del Paese e che quindi consegue l’obiettivo importante di togliere la Salvini tax”. A parlare ai microfoni di TPI è Dario Stefàno, senatore Pd membro della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

A spiegare sia la forma che la sostanza della nuova manovra finanziaria, oltre che le diverse proposte di modifica depositate – ben 921 solo dal Partito democratico – sono stati oggi, martedì 19 novembre, i senatori dem Andrea Marcucci, Dario Stefàno, Daniele Manca e la senatrice Valeria Valente. Presente in sala Nassirya anche il segretario Pd Nicola Zingaretti, il quale ha voluto mandare un messaggio ai cittadini, alle imprese e all’Europa sostenendo che le tre parole chiave intorno a cui ruoterà la nuova Legge di Bilancio sono sviluppo, crescita e credibilità. Quella credibilità che è necessario che l’Italia recuperi nei confronti delle istituzioni europee e perché si apra una nuova stagione per l’economia italiana e per gli italiani, salvati dall’ingente aumento dell’Iva.

Il segretario dem ha parlato di equità, giustizia sociale e di “ridare speranza a tutte quelle persone che devono, in diversi modi, affrontare il domani”. E, dato che i principali – e più numerosi – emendamenti sono stati presentati in seno alla maggioranza (921, come anticipato, dai dem, 230 da Italia Viva e 435 dal M5s), a chi ha domandato se si riuscirà, nei tempi previsti, a trovare una quadra Zingaretti ha risposto: “Noi stiamo indicando la strada affinché la battaglia emendativa vada in direzione del bene dell’Italia. Non vedo tensioni, il dibattito sulle proposte di modifica è un dibattito sano, la strada è questa e non quella anomala che si è intrapresa lo scorso anno, quando al Parlamento è stato praticamente impedito di discutere e intervenire su una manovra finanziaria che, come abbiamo visto, ha portato i conti dello Stato in rosso”.

A Zingaretti, che ha comunque confermato le coperture anche per quanto riguarda le proposte di modifica – le cui principali presentate dai dem vanno dall’abbassamento della plastic tax e sugar tax fino ai tagli sulle imposte per le auto aziendali – ha fatto poi eco Marcucci, capogruppo dem in Senato, il quale ha sottolineato come la definizione “manovra delle tasse”, così come viene chiamata dalle opposizioni, sia in realtà una “grande baggianata”, mentre Daniele Manca ha posto l’accento su quanto le proposte Pd, peraltro, strizzino l’occhio anche alla questione ambientale.

A voler eliminare tutte le microtasse – come quella sulla plastica, appunto – c’è Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, che continua a osteggiare la manovra pensata dal governo come se si trovasse all’opposizione. Ad ogni modo la discussione sugli emendamenti è appena cominciata e, visto l’alto numero di questi, si annuncia essere lunga e articolata; ma Zingaretti sembra dunque non temere i contrasti e si definisce sicuro che la manovra possa arrivare in Aula per le votazioni entro il 27-28 dicembre prossimi. “L’Italia ce la farà perché vuole costruire”, ha infine dichiarato il segretario Pd.

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