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Il ministro dell’Economia Gualtieri: “Asili nido gratis per la maggior parte delle famiglie dal 1 gennaio”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 12 Nov. 2019 alle 15:14 Aggiornato il 12 Nov. 2019 alle 19:44
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Ministro dell’Economia Gualtieri: dal 2020 asili nido gratis

Dal 1 gennaio gli asili nido saranno gratis per gran parte delle famiglie. Ad annunciare il bonus asili nido contenuto nella manovra economica 2020 è il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in audizione al Senato. Inizialmente il bonus per le famiglie con bambini in età prescolare sarebbe dovuta partire da settembre 2020, ma la misura sarà anticipata all’inizio dell’anno nuovo.

“La misura consentirà la sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane, importante anche dal punto di vista del sostegno all’occupazione femminile”, ha detto il ministro. Il sostegno alle famiglie passa dai 1.500 ai 3.000 euro annui per gli Isee sotto i 25 mila euro e un incremento da 1.500 a 2.500 per quelli da 25mila a 40mila.

“Il governo ha grande rispetto e disponibilità al dialogo e al confronto, penso e auspico che il lavoro parlamentare possa migliorare ulteriormente la manovra salvaguardando l’impianto e gli obiettivi”, ha detto il ministro.

E le coperture per una manovra così ambiziosa da dove arriveranno? Gualtieri ha detto che con il calo dello spread porterà risparmi per 38,5 miliardi di euro in 4 anni. E nello specifico, 2,7 miliardi per il 2019 e 6,7 miliardi per il 2020.

Gualtieri si è detto poi ottimista sulle prospettive di crescita del Paese e ha parlato di “segnali incoraggianti”. Secondo Gualtieri “lo 0,6% di crescita appare ampiamente raggiungibile, anche prudente”.

Del bonus asilo ha parlato anche il direttore di Banca d’Italia, Federico Signorini, che ha spiegato che “sarà importante valutare gli effetti” delle misure “sulla natalità e sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro”. Una nota critica dal direttore di Bankitalia: “Gli effetti del bonus per gli asili nido sono potenzialmente rilevanti ma la scelta di legarlo all’Isee, un indicatore delle risorse disponibili a livello familiare, potrebbe scoraggiare l’offerta di lavoro di un secondo percettore di reddito, specie in prossimità delle soglie che determinano l’ammontare dell’importo: tanto più in quanto le rette che le famiglie pagano per gli asili nido sono già modulate in funzione dell’Isee. L’esperienza potrà dare indicazioni utili per definire l’assetto a regime delle misure di sostegno alla famiglia”, afferma.

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