Il Financial Times: “Le banche europee ritrovano slancio”. E cita Intesa Sanpaolo: “Rafforza la sovranità digitale europea”
Il quotidiano economico finanziario elogia le "iniziative strategiche" per "ravvivare la ripresa del settore". E tra gli esempi virtuosi sottolinea gli investimenti nel cloud dell'istituto guidato da Carlo Messina
“Le banche europee stanno ritrovando slancio”. Lo scrive il Financial Times nell’edizione di oggi, 9 febbraio, citando tra gli esempi virtuosi anche l’italiana Intesa Sanpaolo.
“Per oltre quindici anni le banche europee sono rimaste indietro rispetto alle rivali statunitensi“, si legge nell’articolo, “ma la tendenza potrebbe essere in inversione”. “Tre delle banche più ambiziose d’Europa stanno adottando approcci molto diversi per alimentare la propria crescita“, scrive l’autorevole quotidiano economico-finanziario.
Il riferimento è a tre istituti in particolare: la spagnola Santander, la francese Société Générale e, appunto, Intesa Sanpaolo.
Il Financial Times elogia le “iniziative strategiche” assunte dalle tre banche, che stanno “ravvivando la ripresa del settore“. Ripresa certificata dal rimbalzo dei prezzi azionari e della redditività: i migliori istituti che raggiungono ormai rendimenti sul capitale tangibile vicini al 20% e, dopo anni di sottoperformance, l’indice bancario Euro Stoxx è salito di quasi l’80% lo scorso anno, più del doppio della media dei gruppi statunitensi.
Rispetto al caso italiano, la testata britannica sottolinea con interesse il progetto da 9 miliardi di euro con cui Intesa Sanpaolo sta trasformando il proprio modello IT, sviluppando capacità cloud proprietarie accanto a quelle delle Big Tech statunitensi: una strategia che si inserisce nel contesto del percorso verso la sovranità tecnologica europea con rilevanti implicazioni in termini di autonomia strategica dell’Europa, sicurezza e resilienza del sistema finanziario ed evoluzione del ruolo delle grandi banche come infrastrutture critiche.
“Intesa Sanpaolo è a metà di un progetto da 9 miliardi di euro per trasformarsi in un fornitore di servizi cloud, inizialmente per sé stessa, ma nel tempo anche per terze parti”, si legge nell’articolo. “Come per molte banche, la ristrutturazione ha comportato la dismissione del sistema informatico mainframe; ma, a differenza di molti istituti, implica anche una diversificazione che riduce la dipendenza dalle società cloud statunitensi”.
“Sebbene Google e Microsoft forniscano a Intesa servizi cloud esterni – spiega il Financial Times – la banca sta parallelamente ampliando capacità sviluppate internamente, rafforzando la propria autonomia, e quella europea, in linea con gli inviti della Banca Centrale Europea a ridurre la dipendenza degli istituti dai grandi gruppi cloud statunitensi”.
Quanto a Santander e a Société Générale, il giornale menziona l’acquisizione da 12,2 miliardi di dollari da parte della banca spagnola della rivale americana Webster Financial, mentre l’istituto francese viene menzionato per il fatto di essere l’unico al mondo – almeno per ora – ad aver emesso proprie stablecoin (una sostenuta dall’euro e l’altra dal dollaro).
“Singolarmente – conclude il Financial Times – questi istituti non cambieranno il mondo. Ma l’ambizione delle loro iniziative, sostenuta da valutazioni che non si vedevano dalla crisi finanziaria globale, suggerisce che le banche europee stanno finalmente ritrovando slancio. Se tutto andrà bene, sarà un bene sia per gli azionisti sia per l’economia europea“.