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Home » Economia

Sono queste le città più care d’Italia: la classifica del Codacons

Immagine di copertina
Le città italiane più care: quali sono - Tpi.it

La classifica, stilata dal Codacons, sulle città italiane più costose.

Il costo della vita non pesa allo stesso modo in ogni angolo del Paese. Lo si percepisce viaggiando, lo si intuisce confrontando scontrini e tariffe, ma a volte serve uno studio ufficiale per trasformare le sensazioni in numeri.

L’ultimo rapporto del Codacons, basato sui dati dell’Osservatorio Prezzi del Mimit, mette ordine in questa geografia delle spese quotidiane e conferma un primato che molti sospettavano da tempo: Milano è la città più cara del Paese. Non solo per gli affitti o per la ristorazione, ma per l’intero paniere di beni e servizi che compongono la vita di tutti i giorni.

La classifica: le città più care d’Italia

Il dato che colpisce di più riguarda il costo complessivo di un paniere tipo, composto da prodotti alimentari, ortofrutticoli e servizi che fanno parte del nostro quotidiano come dentista, parrucchiere, tintoria o toelettatura del cane. A Milano questa spesa sfiora i 600 euro, un valore che supera del 62% quello registrato a Napoli, la città più economica della classifica. È una differenza che racconta due Italie lontane, non solo geograficamente ma anche economicamente, e che incide in modo diretto sulla qualità della vita dei cittadini.

Subito dopo Milano, la città che pesa di più sulle tasche dei residenti è Aosta, con un paniere da 586 euro. Poco più sotto si colloca Bolzano, che raggiunge i 574 euro. Sono realtà diverse tra loro, ma accomunate da un costo della vita che continua a crescere e che riflette dinamiche territoriali complesse, tra redditi medi più alti, servizi più costosi e una domanda interna che non accenna a diminuire.

All’estremo opposto della classifica si trovano Napoli, Palermo e Catanzaro. Nel capoluogo campano il paniere si ferma a 369 euro, mentre a Palermo sale a 408 e a Catanzaro a 424. Sono numeri che mostrano un’Italia meridionale più accessibile, almeno sul fronte dei consumi quotidiani, anche se questo non sempre si traduce in un maggiore potere d’acquisto, considerando i livelli medi di reddito. Tuttavia, per chi guarda solo ai prezzi, il Sud resta la zona più conveniente.

La fotografia diventa ancora più interessante quando si analizzano i singoli settori. Limitandosi alla spesa alimentare, Catanzaro conquista il primato della convenienza: 165 euro per 28 prodotti. Subito dopo arrivano Napoli con 168 euro e Bari con 172. Bolzano, invece, si conferma la più cara, con 220 euro per lo stesso paniere. È un divario che racconta abitudini diverse, ma anche differenze strutturali nella distribuzione, nei costi logistici e nella capacità di spesa dei cittadini.

Napoli
La classifica delle città italiane più care – Tpi.it

Il confronto tra città diventa quasi sorprendente quando si passa ai servizi. Mangiare un panino al bar, un gesto quotidiano e apparentemente banale, può costare 2,7 euro ad Ancona e più del doppio a Milano, dove il prezzo medio arriva a 5,7 euro. Il dentista, uno dei servizi più temuti per il portafoglio, raggiunge il record ad Aosta, con 176 euro per un’otturazione, mentre a Napoli la stessa prestazione costa 70 euro. È una forbice che incide profondamente sulle scelte delle famiglie e che spesso determina rinunce o ritardi nelle cure.

Anche la cura della persona mostra differenze notevoli. Una piega dal parrucchiere costa meno di 13 euro a Napoli, ma a Bologna ne servono 23,5. Il cinema, altro termometro del tempo libero, varia dai 7,3 euro di Bari agli 11,2 di Genova. E persino un servizio semplice come la lavatura e stiratura di una camicia cambia radicalmente da città a città: Milano sorprende con un prezzo molto basso, 2,89 euro, mentre a Catanzaro e Ancona lo stesso servizio arriva a 5,3 euro.

Il quadro che emerge dallo studio del Codacons è quello di un Paese attraversato da differenze profonde, dove vivere può costare il doppio a seconda della città in cui ci si trova. Non è solo una questione di Nord e Sud, ma di dinamiche locali, di mercati più o meno competitivi, di servizi più o meno accessibili. È una mappa che racconta l’Italia attraverso i suoi prezzi, mostrando come il costo della vita sia diventato uno dei fattori più determinanti nella scelta di dove vivere, lavorare o costruire il proprio futuro.

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