Come ci cambia la longevità
Oggi in Italia si vive fino a 84 anni, ma in buona salute solo fino a 58. Con l’allungamento dell’aspettativa di vita occorre modificare il modo in cui guardiamo al futuro. E pianificare i nostri bisogni in modo integrato. Tra sanità, previdenza, assistenza e protezione. Se n’è parlato al Longevity Day di Generali
In Italia si vive sempre di più. La longevità è una grande conquista, frutto dei progressi della medicina, dell’innovazione e dello sviluppo economico e sociale del nostro Paese. I dati parlano chiaro. Secondo l’Istat, in Italia si vive fino a circa 84 anni, ma in buona salute solo fino a 58. La longevità, quindi, richiede una nuova capacità di visione, che tenga conto dei mutati bisogni, delle aspettative e dei progetti di vita di una popolazione con un’aspettativa di vita sempre più elevata. Tematiche quanto mai attuali di cui si è discusso al Longevity Day “Generali Partner del Paese 2026: Previdenza, Protezione, Futuro”, che si è svolto a Roma il 6 ottobre. Un’occasione per analizzare le soluzioni necessarie per accompagnare gli effetti della longevità sugli equilibri economici e sociali del Paese. Generali si conferma così ancora una volta Partner del Paese, con il suo ecosistema integrato di previdenza, protezione, salute e assistenza che rappresenta un punto di riferimento per circa 11 milioni di clienti in Italia.
Il Longevity Day ha visto la partecipazione di docenti universitari e prestigiosi esperti del settore, con i quali si è discusso dei cambiamenti demografici del Paese e della longevità come nuova infrastruttura economica e sociale.
Ad aprire i lavori Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo di Generali Italia che, dopo gli interventi istituzionali, ha lasciato la parola a due panel di approfondimento. Il primo, “Un Paese che cambia età Welfare, prevenzione, benessere” con Rita Carisano, direttore generale della Luiss – Libera Università Internazionale degli Studi Sociali; Ketty Vaccaro, dell’Università degli Studi di Enna “Kore”; e Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia. Il secondo, “La longevità come nuova infrastruttura economica e sociale Previdenza, long term care, relazioni” con Alessandra Minello, professoressa di demografia all’Università di Padova; Nicola Palmarini, direttore del National Innovation Centre for Ageing (NICA); e Marco Oddone, amministratore delegato e direttore generale di Alleanza Assicurazioni. Tra le presenze e gli interventi istituzionali, inoltre: Gabriele Fava, l’onorevole Mariangela Matera, il consigliere Riccardo Corbucci, il senatore Claudio Durigon, Lorenzo Malagola e il senatore Francesco Zaffini.
Ecosistema in crescita
I cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti. Nel 2050 ci saranno due anziani ogni tre persone in età lavorativa. Le coppie con figli passeranno da 7,5 milioni nel 2025 a 5,8 milioni nel 2050, con una riduzione del 23%. Di conseguenza l’incidenza della spesa pensionistica sul Pil balzerà al 17,1% nel 2041. Per questo Generali punta a favorire una pianificazione integrata dei bisogni lungo tutto l’arco della vita, combinando previdenza complementare, coperture di protezione e soluzioni per salute e non autosufficienza.

«Consapevoli della nostra responsabilità di primo assicuratore del Paese, siamo un operatore capace di rispondere ai bisogni che cambiano mettendo a disposizione solidità, competenze e innovazione», ha dichiarato Fancel. «Come Partner di Vita delle persone e delle comunità, lavoriamo ogni giorno per generare valore duraturo per tutti gli stakeholder: clienti, dipendenti, agenti, azionisti e comunità. Insieme alle istituzioni e agli attori sociali, vogliamo contribuire a costruire un modello più sostenibile e inclusivo trasformando la longevità in un’opportunità di crescita, benessere e sviluppo per l’Italia». Un ecosistema in costante crescita, capace di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita.
Generali, infatti, gestisce circa 40 miliardi di euro di masse previdenziali, inclusi 4 miliardi di euro di asset under management nei Fondi Pensione nel 2025, e dispone di un network di 15mila strutture sanitarie convenzionate in tutta Italia. Nella Long Term Care, Generali detiene una quota di mercato di circa il 50% e ha registrato nel 2025 una crescita della raccolta premi superiore al 60%.
Dopo aver chiuso il 2025 con quasi 31 miliardi di euro di raccolta premi e oltre 170 miliardi di euro di risparmi e investimenti gestiti per gli assicurati, Generali Country Italia ha registrato nel primo semestre 2026 una raccolta premi complessiva di circa 14 miliardi. La componente Protection è cresciuta del 14%; nel comparto Danni, il business Salute ha raggiunto 1,02 miliardi di euro, in aumento del 9%.
Visione di sistema
Generali si conferma, dunque, al fianco di famiglie, imprese e comunità per affrontare le trasformazioni della longevità e sostenere lo sviluppo del Paese, affiancando alla propria offerta assicurativa e previdenziale iniziative a elevato impatto sociale, con l’obiettivo di contribuire concretamente al benessere delle persone e alla crescita inclusiva dei territori.
In tal senso è importante ricordare il progetto “Professionisti della Salute” di The Human Safety Net, la fondazione di Generali, nato per rispondere a due esigenze sempre più rilevanti: la crescente domanda di professionisti nel settore socio-sanitario e la volontà di favorire percorsi di inclusione per migranti e rifugiati. Attraverso programmi di formazione per caregiver e operatori socio-sanitari, accompagnati da iniziative di orientamento e inserimento lavorativo, oltre 350 persone hanno già costruito nuove prospettive professionali e di vita in Italia. Quest’anno, inoltre, il progetto è stato ulteriormente ampliato, coinvolgendo nuove aree e un numero crescente di beneficiari, per contribuire a formare comunità più forti e inclusive.
Nel suo intervento Giancarlo Fancel ha sottolineato che «oggi la vera sfida non è soltanto aggiungere anni alla vita. È aggiungere vita agli anni». «La longevità non rappresenta una questione meramente demografica: è una profonda trasformazione sociale, economica e culturale che riguarda ciascuno di noi. Non possiamo considerare separatamente salute, previdenza, assistenza e protezione. Sono dimensioni che si influenzano reciprocamente e che richiedono una visione complessiva. La capacità di costruire sostenibilità nel lungo periodo passa proprio da qui: dal benessere delle persone, dalla competitività delle imprese e dall’equilibrio del sistema Paese”, ha spiegato Country Manager & Ceo di Generali Italia. «Una società più longeva è una società che può valorizzare maggiormente l’esperienza, le competenze e il contributo delle diverse generazioni. Può favorire nuovi modelli di lavoro, nuove forme di welfare, nuovi servizi e nuovi percorsi di inclusione. Può generare crescita economica e sviluppo sociale. A condizione, però, che si investa oggi nelle soluzioni necessarie a garantire salute, autonomia e qualità della vita».
«La longevità è una conquista che ci riguarda tutti», ha aggiunto Fancel. «E proprio per questo richiede visione, responsabilità e capacità di costruire soluzioni durature. Come Generali vogliamo continuare a dare il nostro contributo, mettendo al servizio delle persone, delle famiglie e delle comunità la nostra solidità, la capacità di innovazione e le nostre competenze».