Roberto Saviano acclamato a Bologna: “Sulle Ong solo bugie. È ora di scegliere da che parte stare”

L'autore di Gomorra è intervenuto dal palco di Repubblica delle idee, sul tema delle Ong e dei migranti che attraversano il Mediterraneo

Di Anna Ditta
Pubblicato il 9 Giu. 2019 alle 15:57
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Immagine di copertina
Roberto Saviano. Credit: ANSA/CIRO FUSCO

Saviano Bologna Ong migranti Mediterraneo

“Non possiamo più chiudere gli occhi, ci vuole coraggio per osservare”. Roberto Saviano ieri ha parlato dal palco di Repubblica delle Idee, in una piazza Maggiore gremita, a Bologna.

Lo scrittore è tornato a parlare del tema dei migranti nel Mediterraneo, al centro del suo ultimo libro In mare non esistono taxi (Contrasto). Nel suo intervento, intitolato “Guarda chi viene dal mare”, Saviano è partito proprio da alcune delle immagini raccolte nel volume.

Saviano a Bologna: “Sulle Ong che salvano migranti solo bugie”

“Ci stanno dicendo che muoiono meno migranti in mare, non è vero, quello che succede è che stanno eliminando i testimoni, le Ong sono testimoni”, ha detto lo scrittore.

Saviano, acclamato dalla folla, ha voluto mostrare proprio questo: le fotografie, testimonianze delle morti nella rotta del Mediterraneo centrale.

“Tutto quello che succede, tutte le balle che raccontano sono solo bugie”, ha detto l’autore di Gomorra. “Ora le Ong sono criminalizzate, chi aiuta è percepito come complice, ma è propaganda. E non è più pensabile interloquire con un pezzo di mondo che continua a mentire. Ora si può mostrare, si deve incidere”.

“Fa paura ora mettersi contro questo sistema”, osserva Saviano, che è stato recentemente attaccato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che in un video postato su Facebook il 29 maggio ha parlato della possibilità di revocare la protezione allo scrittore minacciato dalla camorra (qui la risposta di Saviano).

“C’è paura perché ora c’è un uomo che sequestra striscioni innocui, che indossa la divisa della polizia, c’è un ministro che gioca con l’ambiguità. Lui fa tweet, esce dall’impasse di domande fatte in una trasmissione. Questa paura la possiamo vincere solo uniti, è difficile non avere paura. Ma possiamo fare squadra, forti, insieme all’interno di un percorso, e io credo nella possibilità che abbiamo di mostrare, nella forza di raccontare”, ha spiegato Saviano.

“Matteo Salvini non è una brava persona, smettiamo di raccontarcela, siamo di fronte a qualcuno che sta trasformando il nostro Paese”.

Saviano ha terminato il suo intervento con l’immagine di una bambina siriana che si è salvata da un naufragio tenendosi attaccata a un cadavere che galleggiava.

“Don Peppe Diana diceva una cosa bellissima: a me non importa sapere chi è Dio ma da che parte sta. L’unica cosa che ci resta è sapere da che parte stare”, ha concluso lo scrittore.

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