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Salone del Libro, Altaforte: “Ci sarò, non mi piego al pensiero unico”

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 9 Mag. 2019 alle 08:55 Aggiornato il 9 Mag. 2019 alle 09:02
Immagine di copertina

Salone del libro Altaforte  – “Alle 10 sarò al Salone del Libro di Torino per ribadire che la logica di Altaforte non si piega al pensiero unico”.

Questo l’annuncio lanciato su Facebook da Francesco Polacchi, fondatore della casa editrice Altaforte, considerata vicina al movimento di estrema destra CasaPound e che l’8 maggio è stata esclusa dall’evento culturale.

Salone del Libro di Torino, dopo le polemiche la casa editrice AltaForte fuori dall’evento

“Se avete a cuore la libertà d’espressione vi aspetto. I libri non devono conoscere censura”.

Il 7 maggio la Regione Piemonte e Comune di Torino hanno presentato un esposto contro Polacchi, per poi chiedere esplicitamente agli organizzatori del Salone del Libro di escludere la casa editrice, mentre la procura ha aperto una inchiesta per apologia di fascismo.

“È necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone”, era stato l’appello delle istituzioni, che sono soci dell’evento.

Una richiesta che aveva trovato una sponda nel presidente dell’associazione “Torino. La città del libro”, che si è aggiudicata il marchio del Salone del Libro e che si è occupata dall’organizzazione dell’evento.

“Di fronte alla decisione della Città di Torino e della Regione Piemonte  che è un atto politico, noi come organizzatori non possiamo che adeguarci”, ha affermato il presidente Silvio Viale.

La risposta della casa editrice alla parole delle istituzioni locali e degli organizzatori non si era fatta attendere:  “È una richiesta assurda”.

“Abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo. Non so perché è stata fatta questa richiesta. Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri”, ha spiegato Francesco Polacchi, editore e fondatore di Altaforte.

Le polemiche – La partecipazione al Salone del Libro della casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound e che si è occupata della pubblicazione del libro-intervista a Matteo Salvini scritto dalla giornalista Chiara Giannini, intitolato Io sono Matteo Salvini: intervista allo specchio, aveva scatenato non poche polemiche.

Diversi intellettuali e ospiti del Salone avevano persino deciso di rinunciare a partecipare all’evento proprio a causa della presenza di Altaforte. Tra questi, il fumettista Zerocalcare, il collettivo di giornalisti Wu Ming e lo storico e saggista Carlo Ginzburg.