Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 00:24
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cultura

La straordinaria scoperta su una tela di Monet: dietro i Glicini spuntano le Ninfee

Immagine di copertina
Scoperte nuove Ninfee in una tela di Monet

Monet glicini ninfee

L’inconfondibile tratto di Monet incanta e fa innamorare dopo un secolo. E così succede che nel preparare una mostra sul grande impressionista francese, il Gemeentemuseum dell’Aja, Paesi Bassi, ha deciso di analizzare più approfonditamente i Glicini, realizzati tra il 1917 e il 1920.

Dal 1961, quando i Glicini – una delle otto tele ancora esistenti – furono acquistati, per la prima volta si è proceduto a un controllo aggiuntivo, fortemente voluto da Ruth Hoppe, conservatore per la collezione di arte moderna, che aveva notato nella tela delle piccole schegge di vetro.

Monet glicini ninfee | I raggi X

Quando la preziosa tela è stata sottoposta ai raggi X si è scoperto che quelle che sembravano schegge erano in realtà i resti di un bombardamento, quello degli alleati su Giverny, durante la Seconda guerra mondiale. Bombardamento che, come testimoniano alcuni, avrebbe colpito lo studio dell’artista.

La scoperta spettacolare, però, non si ferma alle schegge di vetro. Quella tela nasconde un’altra preziosissima sorpresa: dietro i Glicini si trovano delle Ninfee. Un’altra versione, che, a dire della curatrice della sezione d’arte del XIX secolo Frouke van Dijke potrebbe essere considerata una prova d’artista prima dell’opera finale.

Monet glicini ninfee | Il dibattito

Marianne Mathieu, invece, a capo del Musée Marmottan Monet di Parigi – in cui si trova la collezione più vasta di opere dell’impressionista francese – non è affatto d’accordo con la collega. “Monet potrebbe aver utilizzato lo sfondo di un suo vecchio quadro di ninfee come base per i nuovi glicini”, suggerisce.

In ogni caso, la scoperta del Gemeentemuseum dell’Aja sembra togliere finalmente i Glicini da quell’angolo in cui sono stati relegati dalla storia rispetto alle più celebri Ninfee. I Glicini nascono infatti come cornice delle Ninfee nell’ambito del progetto Grand Decorations ideato per un locale parigino. Le Ninfee oggi sono ospiti delle stanze ovali dell’Orangerie alle Tuileris. A far da cornicee alle spettacolari tele non ci sono, però, i Glicini, che ora potranno essere visti finalmente per quello che sono: non opere secondarie, ma di eccezionale pregio e bellezza, proprio come le Ninfee.

I medici canadesi potranno iniziare a prescrivere visite nei musei come terapia

Ti potrebbe interessare
Cultura / Jasmin. Una storia da raccontare: un libro per ricordare e riflettere
Cultura / Il regresso dell’amore filiale
Cultura / A Vieste con Il libro possibile (XX edizione) per la seconda tappa del Festival su letteratura, legalità, scienza, attualità e musica
Ti potrebbe interessare
Cultura / Jasmin. Una storia da raccontare: un libro per ricordare e riflettere
Cultura / Il regresso dell’amore filiale
Cultura / A Vieste con Il libro possibile (XX edizione) per la seconda tappa del Festival su letteratura, legalità, scienza, attualità e musica
Cultura / La classifica aggiornata delle università italiane: Bologna l’ateneo col punteggio migliore
Cultura / “Il caso Crespi”, il libro sul caso che ha coinvolto il regista Ambrogio Crespi. La prefazione di Alfonso Giordano
Cultura / Cyclonopedia, l’entropico saggio di Reza Negarestani che racconta un mondo sconvolto
Cultura / Premio Strega, il vincitore è Emanuele Trevi con “Due vite”
Cultura / Il rider bullizzato, la ragazza palpeggiata e quella cultura machista che fa ammalare alcuni tifosi (di I. Melio)
Cultura / La letteratura attraverso gli occhi di un grande scrittore, con Alessandro Baricco
Cultura / Ora basta, siamo stufi del qualunquismo della Ferragni che semplifica il dibattito sul ddl Zan