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Gli “amanti di Modena” erano due uomini: lo conferma un nuovo studio italiano

Sepolti mano nella mano, i due "amanti" potrebbero essere la prima coppia gay della storia

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 12 Set. 2019 alle 19:12
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Immagine di copertina
Gli scheletri dei due uomini sepolti mano nella mano

Gli “amanti di Modena” erano due uomini

Gli “amanti di Modena” erano due uomini. A confermarlo è un nuovo studio condotto in collaborazione tra le università di Bologna, Modena e Reggio Emilia.

Quando i due scheletri vennero ritrovati nel 2006 in una necropoli tardo-antica (c. 300- c.500), gli studiosi ipotizzarono che si trattasse di un marito e una moglie. I due corpi, sepolti assieme mano nella mano, furono subito ribattezzati gli “amanti di Modena”.

Tuttavia, una nuova analisi pubblicata su Scientific Reports, riporta come gli scienziati siano stati troppo frettolosi nell’attribuire il sesso degli amanti.

Partendo da nuove scoperte sul ruolo delle proteine dello smalto dei denti nella classificazione sessuale, l’equipe è giunta al risultato che gli amanti erano due uomini.

Difatti, nello smalto dentale posso trovarsi due proteine: AMELX, presente in individui di entrambi i sessi, e AMELY, presente solo in individui di sesso maschile.

Tramite questa nuova tecnica, gli studiosi hanno dimostrato che i due corpi nella tomba modenese sono entrambi di sesso maschile.

Federico Lugli, primo autore della ricerca, ha confermato che questa sepoltura è la prima di questo tipo.

“In passato sono state trovate diverse tombe con coppie di individui deposti mano nella mano, ma in tutti i casi si trattava di un uomo e una donna. Quale fosse il legame tra i due individui della sepoltura modenese, invece, resta per il momento un mistero”.

L’amore gay in epoca tardo-antica

Qual è il significato di questa sepoltura dall’aspetto unico? A complicare la vicenda ci pensa la sfaccettata percezione dell’amore gay in epoca tardo-antica.

Nonostante la letteratura greco-romana racconti di varie relazioni tra persone dello stesso sesso, l’omoerotismo nell’antichità aveva perlopiù una funzione didattica.

Già nella Grecia classica, l’uomo adulto, o amante, fungeva da esempio sociale e militare per il giovane eròmenos, o amato, guidandolo verso l’età adulta.

Ciò non toglie che molte relazioni omoerotiche nascessero però da un interesse amoroso. Il desiderio sessuale tra persone dello stesso sesso è un tematica comune a molte delle opere platoniche, ed è già presente nell’Iliade tra i personaggi di Patroclo e Achille.

Questa tradizione venne poi importata anche nella Roma imperiale. Ovidio, Marziale e Giovenale trattano spesso l’omosessualità, che appare anche nel Satyricon di Petronio.

Gli “amanti di Modena” erano amanti?

Gli scienziati credono che l’ipotesi degli amanti sia la più inverosimile.

“In epoca tardo-antica è improbabile che un amore omosessuale potesse essere riconosciuto in modo tanto evidente dalle persone che hanno preparato la sepoltura”.

“Visto che i due individui hanno età simili, potrebbero invece essere parenti, ad esempio fratelli o cugini. Oppure potrebbero essere soldati morti insieme in battaglia: la necropoli in cui sono stati rinvenuti potrebbe infatti essere un cimitero di guerra”.

Ma poiché è impossibile stabilire con certezza il rapporto tra i due uomini, i romantici possono continuare a sognare.

Che si tratti della prima coppia gay della storia?

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