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Violenze e separazioni: nel 96% dei casi il giudice non tiene conto delle accuse delle donne

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Violenze e separazioni: nel 96% dei casi il giudice non tiene conto delle accuse delle donne

Una piaga tanto diffusa quanto trascurata dai tribunali. Si tratta della violenza domestica, al centro di una clamorosa relazione della commissione parlamentare sul femminicidio, che ha analizzato come il sospetto di abusi viene preso in considerazione nei procedimenti di separazione e affidamento dei figli.

Secondo i dati raccolti dalla commissione, in più di un terzo delle cause sono presenti indicazioni di violenza domestica, con denunce, certificati o altri documenti. Tuttavia, in quasi la totalità dei casi in cui questi segnali sono presenti (96%), i tribunali non acquisiscono gli atti e non ne tengono conto per decidere sull’affido.

“Per la prima volta il fenomeno della vittimizzazione secondaria viene indagato e quantificato in modo scientifico e per la prima volta, dati alla mano, si ricostruisce il percorso della violenza contro le donne e i minori nelle aule dei tribunali, anche attraverso i pregiudizi e gli stereotipi di cui sono vittime”, ha detto la presidente della commissione Valeria Valente, facendo riferimento all’ulteriore “vittimizzazione” che opera tramite la risposta di istituzioni e individui alla vittima di violenze.

Anche nelle sentenze spesso non si trova traccia di violenze comunque emerse durante il procedimento. Secondo la relazione, anche quando sono presenti indicazioni di violenze, il 57,9% delle sentenza non ne fa menzione. Il 18,6 percento delle sentenze fa vagamente riferimento a un “conflitto in famiglia”, mentre solo nel 21,1 percento delle cause vengono citate esplicitamente. Per quanto riguarda i bambini soggetti dell’affido, solo nel 7,8 percento dei casi è il giudice a sentirli direttamente (invece degli operatori dei servizi sociali), mentre nel 69,2 percento dei casi non vengono ascoltati affatto.

La relazione, presentata stamattina alla presenza della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, la ministra della Giustizia Marta Cartabia e del presidente della Corte costituzionale, ha esaminato sia i procedimenti di separazione giudiziale di coppie con figli, sia i procedimenti sulla responsabilità genitoriale presso i tribunali per i minorenni. Nel primo caso sono stati presi 569 dei 2089 procedimenti iscritti a ruolo tra marzo e maggio 2017, nel secondo 620 casi sui 1452 iscritti nel solo marzo 2017, più altri fascicoli.

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