Cile, la bellissima coreografia contro la violenza sulle donne: “Lo stupratore sei tu!” | VIDEO

Un ballo di gruppo contro lo stupro di Stato in Cile, che grazie ai social network si è trasformato in un manifesto contro la violenza sulle donne. E il 7 dicembre il flash mob arriva anche a Roma

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 4 Dic. 2019 alle 16:55 Aggiornato il 4 Dic. 2019 alle 17:31
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Cile, il bellissimo ballo di gruppo contro la violenza sulle donne | VIDEO

Una canzone e un ballo di gruppo per dire no alla violenza sulle donne. Negli ultimi giorni sta spopolando sul web una nuova coreografia, nata in Cile ma che grazie ai social network ha raggiunto tutti gli angoli del mondo: dal Messico alla Germania, dalla Francia alla Turchia, fino al Belgio e addirittura l’Australia.

“Un violador en tu camino” (questo il titolo della canzone) è un inno di protesta, creato originariamente dal collettivo cileno Las Tesis di Oviedo come flash mob femminista contro lo stupro di Stato in Cile. È stato messo in atto per la prima volta durante la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne dello scorso 25 novembre, a Plaza de Armas a Valparaíso.

Ma in poco tempo, quello che era un atto di protesta contro lo Stato cileno e gli abusi degli agenti di sicurezza del governo di Sebastián Piñera sui manifestanti che stanno protestando in queste settimane, si è trasformato in un vero e proprio manifesto contro la violenza di genere.

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Così, nelle settimane successive, il flash mob “Un violador en tu camino” è stato replicato, con tanto di coreografia, prima in altre città cilene e poi in tutto il mondo: a Barcellona, Madrid, Oviedo, Parigi, Londra, Bristol, Berlino, Bogotà, Città del Messico. E il prossimo 7 dicembre arriverà anche a Roma.

Tra i versi della canzone, fa effetto soprattutto lo slogan principale: “Non è stata colpa mia, né di dove ero, né di come ero vestita. Lo stupratore sei tu“. O ancora: “Il patriarcato è un giudice che ci giudica solo per essere nate, e la nostra punizione è la violenza che vediamo ora. Vuol dire femminicidio, impunità per il nostro assassino, vuol dire scomparire, vuol dire stupro”.

Nel video, che mette insieme alcuni dei flash mob avvenuti in queste settimane, si vedono centinaia di donne cantare e ballare all’unisono. Un unico coro contro la violenza di genere, inaccettabile a qualunque latitudine.

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