Una ragazza denuncia: “Sono stata violentata da una guida turistica, ma TripAdvisor non sta facendo nulla per impedire che accada di nuovo”

La vittima ha lanciato una petizione online per dire "No" agli abusi sessuali

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 20 Mar. 2019 alle 08:00 Aggiornato il 20 Mar. 2019 alle 08:07
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Immagine di copertina

VIOLENZA SESSUALE GUIDA TURISTICA – La denuncia è stata resa pubblica direttamente su Change.org, la piattaforma di petizioni online. Una ragazza, di cui non sono state svelate le generalità, attraverso il sito ha affermato di essere stata molestata sessualmente da una guida turistica e che TripAdvisor – noto portale di viaggi – invece di intervenire a suo favore, avrebbe fatto ben poco. “Durante un recente viaggio con degli amici, ho deciso di fare un’escursione all’aperto. Non avrei mai immaginato che la nostra guida turistica, che aveva ottime recensioni su TripAdvisor, mi avrebbe violentata e che la stessa TripAdvisor non avrebbe fatto quasi nulla per impedirgli di farlo di nuovo”, si legge nella petizione lanciata dalla giovane per raccogliere 150mila dollari e dire “No” agli abusi sessuali.

“Sono solo una delle innumerevoli donne che sono state ignorate o maltrattate da TripAdvisor dopo aver segnalato un’aggressione di questo tipo a un’azienda presente sul loro sito. Nell’era del #MeToo, questa compagnia non sta prendendo sul serio la violenza contro le donne”, ha continuato la ragazza.

“L’abuso che ho subito è stata profondamente traumatico e probabilmente una delle peggiori cose che abbia mai vissuto. Ma l’umiliazione più grande l’ho avuta quando mi sono rivolta a TripAdvisor per chiedere aiuto. Ho chiesto di avvertire altri turisti riguardo al mio aggressore e l’azienda mi ha semplicemente suggerito di lasciare una recensione”, ha raccontato la vittima. Che ha aggiunto: “Una soluzione non solo inadeguata, perché la mia recensione con una sola stella si sarebbe velocemente confusa tra le altre lamentele minori, ma che mi ha costretta a rivivere pubblicamente i dolorosi dettagli di ciò che ho subito e di farlo dove il mio aggressore potrebbe leggerli”.

Da qui, allora, la volontà di lanciare una petizione per fermare questo fenomeno. “TripAdvisor è il più grande sito di viaggi al mondo. Unitevi a me nel chiedere al portale di adottare delle misure per proteggere i suoi utenti e pretendere sicurezza dalle aziende che promuove”, ha detto la giovane su Change.org.

“La società ha già sentito la pressione dell’opinione pubblica su questo problema, implementando un sistema per avvisare gli utenti sulle aziende con ‘problemi di salute, sicurezza e discriminazione’. Ma il sistema si sta dimostrando inefficace e insufficiente”, ha proseguito la ragazza. E ha concluso: “Ora è il momento di chiedere politiche che proteggano effettivamente i clienti dalle aggressioni sessuali e che incentivino le imprese di viaggio a fare lo stesso. Se molti di noi parlassero ora, la poca pubblicità su TripAdvisor costringerebbe la compagnia a fare qualcosa”.

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