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“Vieni a prendere tua figlia”: la trappola a Marisa Leo. Il suo ex la faceva pedinare

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“Vieni a prendere tua figlia”: la trappola a Marisa Leo. Il suo ex la faceva pedinare

“Voleva dare un’altra possibilità al padre di sua figlia”. Tre anni prima di diventare la vittima dell’ennesimo femminicidio, Marisa Leo aveva denunciato il suo assassino per stalking e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Si era recata anche al processo per ribadire le accuse contro Angelo Reina.

“Mi controlla, mi pedina, mi ha aggredito in strada”, aveva detto al palazzo di giustizia di Marsala, ricordando i messaggi che aveva ricevuto dall’uomo con cui aveva avuto una figlia. “Se non torni con me, mi ammazzo” e “Se non torniamo insieme sistemo la cosa a modo mio”, gli sms citati da La Repubblica.

Poi, negli ultimi mesi, si era riavvicinata al suo ex. “Voleva dare un’altra possibilità al padre di sua figlia”, ha detto un’amica a La Repubblica. “Tra alti e bassi sembrava che la cosa stesse funzionando”. Il 12 maggio del 2022 era tornata in tribunale per ritirare la querela. Il giudice civile aveva poi disposto l’affidamento congiunto della bimba, che trascorreva i fine settimana con il padre.

In realtà, come rivelato da un investigatore privato dopo l’omicidio, continuava a controllare e a pedinare Marisa Leo, come lei aveva denunciato tre anni fa (“Mi ha pure inseguito lungo la statale costringendomi a fermare l’auto”, le parole nella denuncia). Secondo quanto dichiarato da un detective che si è presentato alla questura di Trapani dopo l’omicidio, da qualche tempo l’uomo faceva seguire la ex compagna: voleva scoprire se la 39enne avesse una relazione sentimentale.

La mattina di mercoledì 6 settembre è scattata la trappola. “Vieni a prendere la bambina in azienda da me, intorno alle cinque e mezza”, le aveva chiesto al telefono Reina, dandole appuntamento nel suo vivaio in contrada Farla. La bambina l’aveva lasciata alla bisnonna, mentre lui si è presentato con una carabina calibro 22, aprendo il fuoco tre volte contro l’addome della donna. Due ore dopo si è tolto la vita su un viadotto dell’autostrada fra Alcamo e Castellammare. Un camionista l’ha visto scendere dalla sua Porsche Cayenne e puntarsi il fucile in bocca.

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