Caso Vannini, conduttrice Un giorno in pretura: “Insulti degli haters? Io credo a Martina Ciontoli”

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 6 Mag. 2019 alle 11:37 Aggiornato il 6 Mag. 2019 alle 11:40
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Immagine di copertina
Marco Vannini e, a destra, la conduttrice di "Un giorno in pretura" Roberta Petrelluzzi

Dopo la bufera della scorsa settimana, la conduttrice di “Un giorno in pretura” Roberta Petrelluzzi ha risposto alle polemiche per la puntata sul caso Vannini.

La trasmissione era stata ricoperta di insulti dopo che, domenica 28 aprile, aveva ricostruito le principali fasi del processo per la morte di Marco Vannini, avvenuta a Ladispoli (Roma) il 17 maggio 2015.

Vannini era un ragazzo di 21 anni, morto a casa della famiglia della fidanzata a causa di un proiettile che gli ha trapassato cuore e polmoni.

Antonio Ciontoli, padre della fidanzata del ragazzo, è stato condannato in appello a cinque anni.  La moglie Maria Pezzillo e i figli Martina e Federico, condannati a 3 anni, sono accusati di aver ritardato i soccorsi.

Prima della puntata del 28 aprile, Roberta Petrelluzzi aveva scritto una lettera a Martina Ciontoli esprimendole solidarietà in riferimento all’accanimento mediatico contro di lei e la sua famiglia.

Molti utenti dei social hanno giudicato quella lettera e il modo in cui la trasmissione ha mostrato il processo come prese di posizione in favore dei Ciontoli.

“Dopo questo schifo non vi guarderò mai più”; “Moralmente disgustata dalla palese presa di posizione del programma, che d’ora in avanti boicotterò”; “E con questo ho finito di guardare un giorno in pretura. Lo schifo totale”. Sono solo alcuni dei tantissimi commenti apparsi sulla pagina del programma.

Intervenendo alla trasmissione di Massimo Gramellini “Le parole della settimana”, la conduttrice Roberta Petrelluzzi ha risposto agli haters.

“Io ho il bisogno sempre di capire il perché uno fa certe cose – ha detto  – Ti morirà il ragazzo che amavi e a sparare è stato tuo padre. Una situazione tale può mandare chiunque in uno stato di confusione totale. Non voglio credere che tu abbia voluto che il tuo fidanzato morisse, ma voglio credere che non abbia saputo agire in una situazione di panico, assolutamente fuori dall’ordinario”.

“Credo che ormai non siamo più abituati al cercare il perché, ma siamo abituati a tifare – ha aggiunto la Petrelluzzi – O fai parte della curva sud, o fai parte della curva nord. Quando tifi non cerchi le ragioni, ma perché puoi essere contro. Si fanno petizioni affinché la ragazza venga cancellata dall’ordine degli infermieri e non possa più lavorare. Vi sembra possibile? Questa cosa mi indigna”.

La conduttrice di “Un giorno in pretura” ha spiegato come la sua lettera a Martina Ciontoli non fosse affatto un gesto rivolto contro la famiglia Vannini: “La mia lettera non sminuisce il dolore della madre, sono vicinissima a questa donna. Aver pietà anche per qualcun altro non significa essere contro di lei. Mi spiace che la mamma ha vissuto questo mio intervento contro di lei. Mai, mai, mai potrei andare contro il dolore di una madre”.

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