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Vaccino: “Il cocktail misto rende più immuni”

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Vaccino: “il cocktail misto rende più immuni”

Un consigliere del generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, ha affermato che con il ricorso alla vaccinazione mista, approvato ieri dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), “l’immunità può essere più completa”.

In un’intervista al quotidiano La Repubblica, Guido Rasi, ex direttore dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha dichiarato che fare il richiamo con un vaccino diverso “probabilmente è vantaggioso”, in risposta alle critiche per il nuovo cambio di orientamento delle autorità sanitarie sull’utilizzo del vaccino di AstraZeneca, associato in casi rari a trombosi.

I rischi legati ai vaccini a vettore adenovirale come AstraZeneca sono tornati a far discutere negli scorsi giorni a seguito della morte di una 18enne colpita da una trombosi cerebrale dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino. Nelle scorse settimane questo è stato utilizzato da molte regioni negli open day aperti anche a ragazzi di età superiore a 18 anni, nonostante in Italia l’uso fosse già raccomandato “in via preferenziale” alle persone con più di 60 anni, meno esposte al rischio di complicazioni.

Le critiche

I nuovi pareri con cui negli scorsi giorni il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute e l’Aifa hanno destinato il vaccino di Pfizer o Moderna anche alle persone di età inferiore a 60 anni che avevano già ricevuto quello di AstraZeneca come prima dose è stata contestata da diversi esperti e addetti ai lavori.

Il virologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, che ha chiesto le dimissioni dei membri del Comitato tecnico scientifico (Cts) del ministero della Salute, parlando di un “casino apocalittico”. In un’intervista a TPI, Crisanti ha affermato che la decisione presa la scorsa settimana dal Cts significa che la sperimentazione della vaccinazione mista sarà fatta “in presa diretta”, specificando però che “dal punto di vista teorico e biologico non abbiamo nessun dato che ci metta in allarme”.

Secondo il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli, i vaccini “hanno effetti collaterali e prevedono una prescrizione medica, quindi una responsabilità per cui il medico risponde in sede civile e penale”. Il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, ha detto che sono necessari ulteriori approfondimenti.

La risposta di Rasi

Rasi invece ha dichiarato che il via libera alla vaccinazione mista è stato dato sulla base di pochi studi “ma robusti”, aggiungendo che la vaccinazione eterologa viene usata per altre malattie come le epatiti virali ed è stata già adottata in altri paesi come Francia, Germania, Spagna, Inghilterra e Canada.

Secondo l’ex direttore dell’Ema, la vaccinazione mista potrebbe addirittura essere più efficace “perché è verosimile che il sistema immunitario risponda meglio a stimoli più ampi, diversificati. Ricordiamoci che i vaccini a Rna messaggero usano una proteina un po’ diversa da quello di AstraZeneca. L’immunità può essere più completa”.

Rasi ha anche difeso la richiesta fatta al Cts dal generale Figliuolo a inizio maggio di ridurre l’età per raccomandare il vaccino. “Figliuolo aveva fatto una richiesta, basata su motivazioni logistiche, non su aspetti tecnici legati ai vaccini. Loro hanno detto di no a quel tempo e adesso hanno fatto un adeguamento consono, la logistica ha dimostrato di adeguarsi facilmente”.

Secondo Rasi, anche il vaccino prodotto da Johnson&Johnson dovrebbe essere riservato a chi ha un’età superiore a 60 anni, dal momento che sono presenti alternative. “Qualche segnalazione di problemi con quel vaccino c’è stata ma sono state fatte meno dosi”.

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