“Ecco quando si potrà andare in vacanza”: il dossier di Colao sulle ferie degli italiani

Spostamenti, luoghi di villeggiatura e sicurezza in spiaggia: il premier Conte attende le decisioni della task force per dare indicazioni sui mesi di luglio, agosto e settembre

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 6 Mag. 2020 alle 08:25
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Immagine di copertina
Al mare con la mascherina Credits: ANSA

Vacanze e Coronavirus, sembra un ossimoro ma forse l’estate degli italiani andrà avanti lo stesso – anche se in modo diverso – nonostante la pandemia. Entro il 18 maggio la task force di Vittorio Colao consegnerà sul tavolo del premier Giuseppe Conte il “dossier estate” che dovrà sbrogliare il nodo delle ferie degli italiani ai tempi del Covid-19.

Il report degli esperti su socialità e turismo è particolarmente urgente perché incrocia in pieno le due variabili da tenere sotto controllo: il numero di focolai e la disponibilità dei posti in terapia intensiva. Fattori che diventano più difficili da tenere sotto controllo se gli italiani si spostano in massa verso le località di mare e passano da una Regione all’altra. Probabilmente la task force studierà un modo per evitare i grandi assembramenti, ma è chiaro che il turismo avrà comunque un impatto importante sulla rete sanitaria locale, soprattutto al Sud.

Un’ipotesi potrebbe essere quella dei “corridoi”: ovvero privilegiare lo spostamento tra regioni con indice di contagio bassi, anche in virtù del fatto che, a partire dal 18 maggio, l’intenzione del governo è di procedere con differenziazioni regionali del lockdown. Molto lo farà il buon senso: difficile immaginare che quest’estate ci siano spostamenti di massa verso le località di mare, ma è chiaro che – seppur a numeri ridotti – il turismo avrà un impatto considerevole sulla rete sanitaria locale, soprattutto al Sud. Le soluzioni pratiche che il gruppo di Colao sta studiando sono ancora tutte in divenire. Evitano, i suoi componenti, di immergersi nel flusso informativo di social e giornali: “Ci confonderebbe”, spiegano. In ogni caso il tempo stringe: il gruppo di Colao ha due settimane per mettere a punto una questione di fondamentale importanza per il Paese e presentarla a Conte.

E alla domanda su date precise, Colao risponde: “Spero di sì. Andremo più vicini, avremo un turismo più locale. Il nostro grado di libertà dipende da come ci comportiamo da qui a luglio. Sta a noi rispettare la distanza fisica e non vanificare gli sforzi fatti finora”.

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