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Treviso, braccianti sfruttati e costretti a vivere in maniera disumana: ai pasti solo pane e fagioli

Arrestato un 27enne titolare di una ditta per lavori agricoli

Di Donato De Sena
Pubblicato il 16 Dic. 2019 alle 06:57
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Immagine di copertina

Treviso, braccianti sfruttati costretti a vivere in maniera disumana

Braccianti sfruttati e costretti a vivere in maniera disumana, come pasto avevano solo pane e fagioli. È quanto emerso da un’indagine cha ha portato all’arresto del titolare di una ditta di lavori agricoli. In manette è finito un 27enne pakistano che sfruttava 18 lavoratori stranieri, soprattutto connazionali. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso e dai colleghi di Cessalto.

I braccianti erano sottopagati e viveavno in maniera disumana. Il 27enne trasportava i lavoratori con furgoni privi di assicurazione e revisione e con conducenti senza patente, tra cui lo stesso indagato, nelle campagne delle province di Treviso, Venezia e Pordenone. La sveglia era alle 4,30/5,00 del mattino per poter essere pronti per la partenza nei campi un paio d’ore dopo.

L’indagine, iniziata lo scorso ottobre, ha accertato che i lavoratori, vivevano a Cessalto, nella sede della ditta in condizioni di indigenza umana. Oltre ad essere sottopagati, ai braccianti venivano sottratti 4 euro al giorno per il trasporto sui campi, 50 euro al mese per i pasti, che erano quasi inesistenti, pane e fagioli, e altri 100 euro al mese per il posto letto. Anche le condizioni abitative dei braccianti erano al di sotto degli standard minimi di pulizia e con i servizi con condizioni igienico-sanitarie assolutamente precarie.

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