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False fatture, assolti i genitori di Renzi: “Il fatto non costituisce reato”

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“Il fatto non costituisce reato”: con questa motivazione i giudici della Corte d’Appello del Tribunale di Firenze hanno assolto Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, condannati in primo grado due anni fa per l’emissione di false fatture. Il caso verteva su due presunti documenti fasulli emessi dalla Parti srl e dalla Eventi 6 srl, gestite dai due imputati. Pena ridotta invece per Luigi Dagostino, imprenditore noto come “il re degli outlet”: dovrà scontare 9 mesi per truffa. Secondo l’accusa le due fatture non erano associate ad alcuna prestazione, ma erano state giustificate con alcuni studi di fattibilità e consulenze su progetti commerciali nell’outlet “The Mall” di Reggello, in provincia di Firenze.

In primo grado Tiziano Renzi e Laura Bovoli erano stati condannati a un anno e nove mesi, mentre a Dagostino era stata inflitta una pena di due anni. I coniugi non erano presenti in aula al momento della lettura della sentenza. “Dopo anni di lotta e dolore i miei genitori sono stati assolti: il fatto non costituisce reato. Sono felice per loro e per tutti noi. Non auguro a nessuno di vivere ciò che hanno dovuto vivere i miei, non si meritavano tanto odio. Ha vinto la giustizia, ha perso il giustizialismo”, ha scritto Renzi su Twitter.

Suo padre si è sempre detto innocente: “Due anni fa sono stato condannato a 22 mesi di carcere» ma «non ho mai chiesto nulla a mio figlio Matteo”, anzi “mi ha riferito che anni fa il marito di una magistrata si era rivolto a lui per una raccomandazione”. Prima dell’assoluzione Laura Bovoli aveva rilasciato alcune dichiarazioni spontanee: “Non ho mai fatto fatture false. Ho fiducia nella legge. Credo che la legge sia uguale per tutti, anche per chi si chiama Renzi. Mio marito è esperto nel settore commerciale ma non capisce nulla in amministrazione”.

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