Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:05
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“I tamponi rapidi non sono affidabili. Circa il 50% sono falsi negativi”: lo studio del Ceinge di Napoli

Immagine di copertina
credit: ansa foto

I tamponi rapidi per il Covid 19 non sono affidabili. Questo è quanto emerge dallo studio del Ceinge di Napoli, secondo cui il 50% sono falsi negativi. Seppure siano uno strumento veloce e anche comodo – basta, infatti, recarsi in farmacia per effettuare il test – sembrano essere il tallone d’Achille di questa lotta al coronavirus, come ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute: “Con la variante Delta, un positivo contagia 6-7 persone. Per ora l’aumento dei contagi in Italia è incrementale, il rischio è che diventi esponenziale”, ha puntualizzato.

I tamponi rapidi “Sono test con una sensibilità estremamente bassa, tanto che i casi positivi sono attualmente rilevati dallo 0,2% dei test rapidi e dal 6% dei molecolari. Inoltre, abbiamo il 50% di falsi negativi” ha detto il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca. A due giorni dal contagio, poi “Il virus inizia a replicarsi, dopo 48 ore diventa visibile al test molecolare, che è in grado di scattare una fotografia molto dettagliata; a confronto il test rapido fornisce un’immagine sgranata” e ha aggiunto anche “il soggetto che si sottopone a tampone si sente autorizzato a esporsi a quell’evento per il quale ha ottenuto un Green pass temporaneo senza di fatto avere alcuna protezione”.

L’epidemiologo Donato Greco ha detto al Corriere della sera che “Tra i tamponi non sono paragonabili i molecolari, molto più affidabili perché esaminano un frammento dell’acido nucleico, e gli antigenici che rilevano una parte della proteina spike”.
Uno dei primi a bocciare i test rapidi è stato Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova. I tamponi antigenici utilizzati in Veneto “si lascerebbero sfuggire tre positivi ogni dieci, con una percentuale di falsi negativi che si attesta al 30%” ha detto.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Samantha Cristoforetti e Roberto Cingolani protagonisti dell’anteprima a Roma del Festival della Geopolitica Demarcazioni
Cronaca / “David Rossi è stato ucciso”: il verdetto della Commissione parlamentare riapre l’inchiesta
Cronaca / Alfonso Signorini lascia la direzione di Chi: “Ma le accuse di Corona non c’entrano”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Samantha Cristoforetti e Roberto Cingolani protagonisti dell’anteprima a Roma del Festival della Geopolitica Demarcazioni
Cronaca / “David Rossi è stato ucciso”: il verdetto della Commissione parlamentare riapre l’inchiesta
Cronaca / Alfonso Signorini lascia la direzione di Chi: “Ma le accuse di Corona non c’entrano”
Cronaca / È morto a 87 anni Nitto Santapaola, storico boss di Cosa Nostra
Cronaca / Milano, tram deraglia e investe i passanti: 2 morti e 38 feriti
Cronaca / Xylella, il prof Scortichini a TPI: “Abbattere gli ulivi malati era una follia, ora i fatti mi danno ragione”
Cronaca / L'ira di Federica Pellegrini: "L'Italia vuole più figli solo se la mamma si sobbarca tutto il lavoro"
Cronaca / Rogoredo, il poliziotto Cinturrino: “Chiedo scusa, ho sbagliato”
Cronaca / Chi non vuole le bodycam per la Polizia?
Cronaca / Lo sai cosa mangi quando mangi pollo?